Bologna, l'arcivescovo pro migranti sta per diventare cardinale

Monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e consacrato progressista, sta per diventare cardinale. Il Papa lo annunciato questa mattina

Bologna, l'arcivescovo pro migranti sta per diventare cardinale

Monsignor Matteo Maria Zuppi sarà creato cardinale nel prossimo concistoro ottobino. Papa Francesco, al termine dell'odierno Angelus, ha reso noto l'elenco dei prelati che entreranno a far parte del collegio cardinalizio. Tra i nomi più in vista, figura quello dell'arcivescovo di Bologna. Monsignor Zuppi si appresta così a far parte di coloro che potrebbero partecipare al prossimo Conclave tanto da cardinale elettore quanto da ecclesiastico eleggibile. Quello dell'arcivescovo metropolita non è un nome nuovo alle cronache.

L'alto ecclesiastico si distingue da tempo per le sue posizioni pro accoglienza dei migranti. Zuppi, che è un progressista, ha anche presentato un libro del pontefice argentino all'interno del centro sociale Tpo. Anche il sostegno ai movimenti popolari accompagna la sua azione pastorale. Ma queste non sono le uniche due priorità individuate dal consacrato nato a Roma nel 1955. Favorevole alla costruzione della moschea bolognese, l'arcivescovo si è anche espresso in maniera nitida e contraria nei confronti del Decreto sicurezza, che è stato approvato per via della volontà della Lega di Matteo Salvini durante l'azione, ormai esaurita, del governo gialloverde. Stiamo parlando, insomma, di un alto ecclesiastico italiano prossimo con l'azione del Papa della Chiesa cattolica. Bologna, dunque, avrà la possibilità d'esprimere un cardinale. Niente da fare, invece, per Milano, Venezia e Torino, che storicamente ne hanno spesso, se non sempre, donato uno alla Chiesa. Jorge Mario Bergoglio continua però a non guardare alla provenienza geografica delle persone che sceglie di nominare.

Secondo quanto riportato dall'Adnkronos, sono dieci le persone destinate ad ottenere la dignità cardinalizia: Zuppi è l'unico italiano della lista. Poi ci sono anche altri tre consacrati che diverranno cardinali ma che, avendo raggiunto la soglia anagrafica prevista, non saranno membri elettoralmente attivi del collegio cardinalizio. C'è almeno un'altra figura evidenziabile: quella di Jean-Claude Höllerich, gesuita lussemburghese, considerato ultra-progressista sia in termini di visione politica sia in termini dottrinali.

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