Bolzano, solita rissa fra stranieri. Intervengono esercito e polizia

All'arrivo degli agenti, supportati da una camionetta dell'esercito, molti dei protagonisti se la sono data a gambe, mentre altri sono rimasti a parlare con agenti e militari. A Bolzano scene di questo tipo si verificano sempre più numerose ed i motivi sono sempre gli stessi: controllo del territorio e spaccio di droga

Due volanti della Questura di Bolzano, in servizio di pattugliamento del territorio, sono dovute intervenire nella tarda mattinata di ieri per sedare una violenta rissa fra migranti che se le stavano dando di santa ragione nel cuore della città, la centralissima piazza della Parrocchia. La notizia è stata divulgata dal quotidiano locale La Voce di Bolzano.

Gli agenti avevano notato un assembramento sospetto di persone e si sono avvicinati per capire meglio cosa stesse succedendo, venendo peraltro supportati da una camionetta dell'esercito, anch'essa in servizio di pattugliamento per verificare il rispetto delle ben note normative atte a contenere il diffondersi della pandemia da coronavirus. Alla vista di poliziotti e militari una buona parte dei migranti ha deciso di darsela a gambe, facendo perdere le proprie tracce. Altri invece hanno preferito restare a discutere con le nostre forze dell'ordine: "Dateci una casa e ce ne andiamo", avrebbero detto i protagonisti della rissa. Secondo gli inquirenti i motivi che spingono questi soggetti ad azzuffarsi fra di loro sarebbero sempre gli stessi: la divisione del controllo del territorio e la gestione dello spaccio di droga a Bolzano.

Un'impiegata dell'ufficio postale, testimone oculare di quanto avvenuto, ha rimarcato di come scene di quel tipo si verifichino con cadenza pressochè quotidiana a Bolzano, senza che nessuno possa farci niente "In quanto questi soggetti difficilmente vengono arrestati e sembrano avere preso possesso a tutti gli effetti della zona".

L'impiegata ha poi voluto rimarcare il fatto che episodi di questo tipo - già di per sè gravissimi -, acquisiscono rilevanza maggiore considerando la difficile situazione che stanno vivendo coloro i quali sono obbligati a lavorare lo stesso nonostante l'emergenza: "Una presenza che rende il nostro lavoro ancora più difficile e pericoloso dato il periodo, anche perché queste persone entrano spesso all’interno dei nostri spazi con atteggiamenti aggressivi nei confronti del personale e degli utenti" - sostiene convintamente la donna, la quale poi ricorda che questi soggetti popolano come se nulla fosse il centro città anzichè rimanere dentro le strutture diurne che dovrebbero ospitarli.

Appena un paio di settimane fa un'altra rissa fra cittadini stranieri, questa volta a Padova: in quell'occasione erano intervenuti dei carabinieri per dividere due numerose fazioni di extracomunitari: i militari avevano fermato un cittadino tunisino di 30 anni, il quale non aveva esitato un solo istante ed aveva aggredito i carabinieri, venendo però reso inoffensivo ed arrestato per aggressione a pubblico ufficiale. Condotto in caserma il nordafricano era risultato essere una vecchia conoscenza delle forze dell'ordine, con una lunga sfilza di gravi precedenti che già gravavano sulle sue spalle.

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Commenti

cgf

Dom, 29/03/2020 - 11:58

risorse…

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Dom, 29/03/2020 - 12:29

si sono messi a parlare con gl iagenti? hanno anche la faccia tosta di parlare...arrestateli..in quanto anche se faranno i verbali,ma quando li pagheranno? mica hanno un codice fiscale e un domicilio come noi!!