Il cardinale Burke sui migranti: "Limitare l'ingresso di islamici"

Il cardinal Raymond Leo Burke sostiene che limitare l'accesso ai migranti musulmani sia una buona idea. Il porporato si distingue ancora

Il cardinale Burke sui migranti: "Limitare l'ingresso di islamici"

La Chiesa cattolica non è una democrazia, ma non è neppure un partito totalitario. C'è una linea, ma possono emergere dei distinguo. Il cardinale Raymond Leo Burke, per esempio, non crede affatto che le porte del Vecchio continente, e magari i porti, debbano essere aperte a tutti coloro che vorrebbero migrare dalle loro nazioni d'origine.

Se per buona parte degli ecclesiastici che operano all'interno dell'Unione europea, i governi dovrebbero garantire a tutti, erga omnes, l'accesso nei propri territori, specie agli ultimi, ai penultimi e alle persone che abitano quelle che papa Francesco usa definire periferie economico - esistenziali, per il porporato americano questo non è sempre vero. Anzi, Burke, stando a quanto riportato su Il Messaggero, ha definito una "una misura prudente da parte di tanti politici" quella di circoscrivere gli ingressi nei confronti di chi professa la religione musulmana. Una conferenza svoltasi in precedenza rispetto alla Marcia per la Vita, una manifestazione che ha avuto luogo lo scorso 18 maggio a Roma, con partenza da piazza della Repubblica, sembra aver fornito un megafono mediatico per la diffusione di questa posizione cardinalizia. Avevamo già raccontato, del resto, quale fosse la visione dell'ex patrono del Sovrano militare Ordine di Malta sul concetto di "patriottismo" e sulla necessità di evitare che gli esseri umani finiscano per essere governati da un unico ente politico sovra-istituzionale.

L'indicazione restrittiva che Burke ha fornito sulla gestione dei fenomeni migratori può essere chiarita, leggendo in dettaglio quanto dichiarato dallo stesso arcivescovo cattolico statunitense: per uno dei quattro firmatari dei dubia su Amoris Laetitia, è nesarrio "resistere in qualche modo all'ingresso su larga scala di persone di fede islamica". Sono le statistiche demografiche, peraltro, a suggerire come l'Europa possa, da qui alla metà del secolo corrente, perdere, in maniera definitiva, il primato cristiano-cattolico. Quella musulmana, di rimando, sembra essere destinata a divenire la prima religione per numero di credenti presenti all'interno dei confini europei.

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