Cadavere di un sub sulla spiaggia: è giallo a Castel di Tusa

Il cadavere di un sub è stato ritrovato ieri sera sulla spiaggia di Castel di Tusa nel messinese. Il corpo in avanzato stato di decomposizione è stato trasferito a Patti per l'autopsia

É giallo a Castel di Tusa in provincia di Messina. Il cadavere di un sub, in avanzato stato di decomposizione è stato ritrovato con ancora indosso l'attrezzatura sulla spiaggia. A fare la scoperta due passanti. Secondo gli investigatori, il corpo è rimasto in acqua per troppo tempo e, questo, ne rende praticamente impossibile l'identificazione in questa fase. Sul posto subito dopo la segnalazione, sono giunti di carabinieri, i sanitari del 118 e il medico legale.

A rendere la vicenda ancora più misteriosa è il fatto che in zona, non risultano denunce di persone scomparse, nè risultano attive ricerche di sub non rientrati. Gli inquirenti stanno tentanto con l'aiuto della Capitaneria di porto, di ricostruire le correnti del mare, per capire se il corpo possa essere arrivato sulla spiaggia da territori diversi e, in questo modo estendere le ricerche in modo mirato. Il cadavere, dopo la prima ispezione da parte del medico legale avvenuta sul posto, è stato trasferito all’ospedale di Patti dove sarà eseguita una autopsia. L'esame autoptico, avrà come scopo primario quello di risalire ad elementi che ne consentano l’identificazione. Poi si dovrà stabilire la causa del decesso, lo stato del corpo in avanzato stato di decomposizione, non ha permesso al medico legale di verificare cause esterne, che possano aver portato il sub alla morte. Oltre l’evidente e scontata ipotesi di annegamento o embolia.

Le indagini, sono state affidate ai carabinieri della compagnia di Castel di Tusa e sono coordinate dal sostituto procuratore di Patti Giorgia Orlando, che ha partecipato alla prima fase di sopralluogo prima di autorizzare il trasporto della salma in ospedale e disporre l’autopsia che sarà eseguita nelle prossime ore proprio a Patti.

Quello ritrovato ieri sera è il terzo cadavere nel giro di pochi mesi. Il cadavere di un uomo in stato di decomposizione è stato ritrovato lo scorso 31 dicembre, in località Mazzaforno a Cefalù. La vittima di età compresa tra i 40 e i 50 anni indossava una muta da sub. Il corpo senza vita, recuperato dagli uomini della Capitaneria di porto in una caletta, è stato condotto all’ospedale Policlinico di Palermo. La Procura di Termini Imerese ha disposto l’autopsia per risalire alle cause e alla data del decesso.

É ancora avvolta dal mistero l’identità dell’uomo recuperato in mare lo scorso ottobre, a 15 miglia da Cefalù, dopo che un peschereccio ha segnalato la presenza di un cadavere che galleggiava. L’uomo indossava una maglietta bianca e un costume azzurro. Dopo il recupero il corpo è stato portato al Policlinico di Palermo, dove il dipartimento di medicina legale ha eseguito l’autopsia. In base ad una prima ispezione il corpo era in mare da una decina di giorni. L’identificazione è complicata ulteriormente dalla circostanza che l’uomo ha il volto sfigurato. Gli inquirenti escludono l’ipotesi che si possa trattare di un migrante considerata la carnagione chiara dell’uomo.

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Commenti

DRAGONI

Mer, 08/01/2020 - 11:00

CASI DI LUPARA BIANCA?

Ritratto di El Presidente

El Presidente

Mer, 08/01/2020 - 11:39

che stessero effettuando operazioni di recupero illegali da qualche relitto non "ufficiale" e le cose sono andate storte?

Ritratto di Pajasu75

Pajasu75

Mer, 08/01/2020 - 13:03

E' di pochi giorni fa la notizia di un tunisino in fuga dalla guerra arrivato in sicilia a bordo di un windsurf, chissà che questo poveraccio non sia partito dalla Nigeria con pinne e boccaglio. Ognuno scappa dalla guerra come può.