Il cielo giallo e il caldo: cosa ci aspetta (e dove)

Non accenna a diminuire l'ondata di caldo africano che sta mettendo in ginocchio l'Italia: tra ricoveri in Puglia a causa dei colpi di calore enormi problemi alle colture e blackout elettrici, ecco qual è la situazione

Il cielo giallo e il caldo: cosa ci aspetta (e dove)

Da Nord a Sud, l'ondata di caldo afticano non dà tregua: i termometri superano i 40 gradi tra Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna, volano oltre i 35 gradi sul gran parte del Centro Italia e l'afa diventa insopportabile in alcune regioni.

Il fenomeno del cielo giallo

Ma il caldo africano ha portato con se anche il fenomeno del "cielo giallo": le correnti in risalita dal Nord Africa sono cariche di polvere del deserto che come una patina offusca da un paio di giorni i cieli del Centro-Sud. A volte, nubi più intense scaricano al suolo qualche goccia di pioggia che sporca auto, balconi e superfici e, come dicono gli esperti meteo, la sabbia in sospensione fa anche da tappo alla dispersione del calore, un motivo in più per soffrire anche la canicola notturna. Il caldo non dà tregua e sono numerosi gli interventi delle ambulanze: uno dei casi più gravi si è avuto ieri a Taranto, dove un uomo è finito in coma e altri tre sono collassati a causa di assurdi ritmi di lavoro durante un lavoro in cantiere iniziato la mattina e proseguito senza sosta anche durante le ore più calde. Nonostante le condizioni siano ancora preoccupanti e l'uomo è attualmente intubato, si è risvegliato poche ore dopo il collasso.

Bollino rosso, ecco chi rischia

La Protezione civile regionale siciliana ha diramato un'allerta per rischio incendi e ondate di calore sia per domani, venerdì 25 giugno, che per sabato con il livello massimo di allerta 3 nelle province di Palermo e Catania. Il bollettino aggiornato del Ministero della Salute indica, sempre per domani, bollino rosso in cinque città: oltre alle due province sicule già citate, allerra massima anche per Campobasso, Pescara e Reggio Calabria. Situazione di attenzione anche in Sardegna, dove il Ministero ha allertato il Comune di Cagliari a causa di temperature massime fino a 38 gradi ed un elevato livello di umidità che farà percepire senzazione di malessere per il fisico: il Comune ha lanciato un appello alla popolazione con la raccomandazione "di non uscire di casa nelle ore più calde della giornata e più precisamente tra le 12 e le 18. L'invito è rivolto soprattutto ai soggetti a rischio e cioè alle persone anziane e/o non autosufficienti o convalescenti, le persone che assumono regolarmente farmaci, i neonati e i bambini piccoli, chi fa esercizio fisico o svolte un lavoro intenso all'aria aperta". Situazione invariata anche per sabato, con le stesse 5 città con il livello massimo di allerta.

Danni alle colture per il gran caldo

Il caldo estremo che sta interessando il Centro-Sud non risparmia neanche il Nord: in Veneto, le alte temperature hanno provocato uno stress idrico per le grandi colture in campo: la Coldiretti ha segnalato l'avvio delle irrigazioni di soccorso per mais, soia e barbabietole. "La situazione richiede frequenti interventi irrigui, dove il terreno non è raggiunto dalla rete idrica, l'operazione viene attuata attingendo acqua dai canali o altri corsi intervenendo con i 'rotoloni'", afferma Coldiretti Veneto al Messaggero. La situazione, fortunatamente, non è ancora di allarme grazie alle piogge generose cadute in maggio con un +48% rispetto alle medie ed alle nevicate abbondanti sull'arco alpino che si sono avute fino a primavera inoltrata. L'aumento delle temperature, però, sta procando anche un altro fenomeno, la diffusione "di insetti fastidiosi per gli uomini e dannosi per le coltivazioni come la cimice asiatica e il moscerino dagli occhi rossi, particolarmente temuti dai produttori ortofrutticoli per le perdite dei raccolti che possono provocare". In Piemonte, invece, la preoccupazione maggiore è per mais ed ortaggi che hanno bisogno di più acqua per potersi sviluppare e crescere. Al Sud, invece, è a rischio la raccolta del grano (Puglia e Sicilia) mentre nelle Marche ed in Molise il gran caldo ha anticipato la maturazione e ridotto le rese delle produzioni.

Black out elettrici

Come ci siamo occupati con questo articolo (qui il link), il caldo che non dà tregua provoca blackout elettrici da nord a sud a causa dell'elevato consumo di condizionatori ed energia elettrica: nuovi blackout a Milano dove l'energia elettrica è mancata per diverse ore in tante zone della città, dal centro storico, in via Torino e a Brera, fino a Niguarda, Affori, Comasina e diverse zone a Nord della città. Unareti ha spiegato che si è trattato di un sovraccarico dovuto ad una improvvisa richiesta di energia: con ogni probabilità, a causare il blackout è stata l'accensione simultanea di tanti impianti di condizinamento, coincisa con l'innalzamento della colonnina di mercurio oltre i 30 gradi. Problemi anche in Salento dove la corrente elettrica è mancata per molte ore creando disagi a locali e turisti già in vacanza.