Campo rom a Roma: a fuoco frigoriferi ed elettrodomestici

Vicino alla baraccopoli di Via Candoni si sono sviluppati vari incendi appiccati molto probabilmente dai rom che ci abitano. La denuncia dei consiglieri del Pd

Nelle vicinanze della baraccopoli istituzionale di Via Candoni a Roma nei giorni scorsi sono stati appiccati degli incendi dolosi proprio dai rom, dando fuoco ad elettrodomestici e e frigoriferi. Tutto questo, molto probabilmente per ricavarne del rame da essere rivenduto. Come riportano le pagine del giornale on line "Romatoday", il fuoco è stato appiccato dal vicino deposito Atac, da dove è partita una nube nera e densa che ha messo in allarme la popolazione della periferia nord di Roma.
"L'allerta è partita dal vicino deposito Atac e le fiamme, sviluppatesi all'alba, sono state prontamente domate dai Vigili di Fuoco. Ora sul posto è rimasta una catasta di lamiere carbonizzate che provvederemo a far rimuovere da Ama". Questo spiega l'assessore municipale all'ambiente Giacomo Giujusa.

Il problema reale è che questo incendio è l'ultimo di una lunga serie denuncia a gran voce il segretario municipale del Pd Gianluca Lanzi: "La situazione è fuori controllo quando eravamo al governo del territorio, avevamo ottenuto una pattuglia della Polizia Locale. Rimaneva a presidiare il campo h24 mentre all'interno operavano realtà impegnate in interventi di inclusione sociale".

Tale provvedimento era stato avviato durante un incontro proprio sulla sicurezza e sull'ordine avvenuto con l'ex prefetto Gabrielli, che però non ha avuto seguito purtroppo.

In risposta l'assessore Giujusa si giustifica così: "Anche noi inizialmente avevamo mantenuto il presidio. Il problema però è che in tutto il nostro territorio, abbiamo solo due pattuglie della Polizia Locale operative di notte. Ci sono 250mila euro di fondi regionali che il Campidoglio ha deciso di riversare sulla bonifica di via Candoni dovrà avvenire prima possibile. Purtroppo quest'incendio ci ha battuto sul tempo".

La verità è che la maggioranza pentastellata, nel settembre del 2016, aveva infatti deciso di rinunciare al supporto dei vigili, di cui si era chiesto il potenziamento come mezzi e organico. Il risultato è che la zona, situata a ridosso di un importante deposito Atac, resta esposta ad attività illecite. Come quella dei roghi. Le conseguenze vengono pagate in termini di sicurezza ma anche di salubrità dei luoghi.



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