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“Magari l’avessero kirketizzata”. Il messaggio choc contro Meloni dopo l’evento per il “sì”

Un macabro neologismo è stato coniato per il premier la stessa fine del conservatore americano: la delegittimazione dell'avversario diventa istigazione all'eliminazione fisica

“Magari l’avessero kirketizzata”. Il messaggio choc contro Meloni dopo l’evento per il “sì”
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“Magari l’avessero kirketizzata”. È il messaggio choc comparso sui social a seguito della presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla maratona per il voto organizzata da Fratelli d’Italia a Milano in vista del referendum. Una maratona che ha visto sfilare giornalisti, politici, imprenditori, avvocati, esponenti della società civile, tutti uniti il “sì” al referendum sulla Giustizia. Il premier ha chiuso l’evento con un lungo intervento che si è concluso con appello ai presenti ma, prima di iniziare a parlare, è stata raggiunta sul podio da un uomo che le ha porto un libro. Una persona che lei, evidentemente non conosceva, che ha approfittato della situazione per promuovere la propria opera.

Ed è qui che nasce quel commento in cui si auspica la morte di Giorgia Meloni, in cui si augura a una madre di famiglia, nonché presidente del Consiglio, di fare la stessa fine di Charlie Kirk, l’ideologo Maga ucciso pochi mesi fa per le sue idee. "Kirketizzata" sembra essere diventato un neologismo in uso nella sinistra radicale, quella che non cerca il confronto ma l'annientamento fisico dell’avversario politico. L’uccisione di Kirk, colpito alla gola da un proiettile, come metodo per l’eliminazione di chi la pensa diversamente. È il riflesso condizionato di chi, autoproclamatosi custode della moralità e della democrazia, finisce per sdoganare l'idea che contro "il nemico" tutto sia lecito, persino auspicare la morte.

Quel che spaventa è che non si tratta di un caso isolato ma il frutto avvelenato di una narrazione che dipinge la destra non come una legittima scelta politica, ma come un male che va estirpato. E questa narrazione trova terreno fertile per fecondare e proliferare soprattutto tra i giovani, quelli che scendono in piazza a dar fuoco alle effigi dei politici che non condividono, che fanno il segno della P38, che invocano l’uccisione dei leader politici solo perché non sono d’accordo con loro.

È un odio che scivola nella società come su un piano inclinato, che più va avanti e più prende forza e velocità: arrivati a un certo punto non si è più in grado di fermare l’inerzia. E questo limite è molto vicino se c’è chi arriva a invocare la “kirketizzazione” per Giorgia Meloni.

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