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“Magari l’avessero kirketizzata”. Il messaggio choc contro Meloni dopo l’evento per il “sì”. Il giornalista del Fatto si dissocia: "Non c'è spazio per l'odio nella mia bacheca"

Un macabro neologismo è stato coniato per augurare alla premier la stessa fine del conservatore americano. Il giornalista: "Ho segnalato i commenti e bloccato gli utenti, prendo totalmente le distanze"

“Magari l’avessero kirketizzata”. Il messaggio choc contro Meloni dopo l’evento per il “sì”. Il giornalista del Fatto si dissocia: "Non c'è spazio per l'odio nella mia bacheca"
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“Magari l’avessero kirketizzata”. È il messaggio choc comparso sui social sotto il profilo di Giacomo Salvini, giornalista de Il Fatto Quotidiano, a seguito della presenza del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla maratona per il voto organizzata da Fratelli d’Italia a Milano in vista del referendum. “Ho segnalato i commenti e bloccato gli utenti: parole vergognose da cui prendo totalmente le distanze. Non c'è spazio per l'odio sulla mia bacheca”, ha dichiarato il giornalista quando si è reso conto di quanto accaduto sotto il suo profilo. La maratona ha visto sfilare giornalisti, politici, imprenditori, avvocati, esponenti della società civile, tutti uniti il “sì” al referendum sulla Giustizia: il premier ha chiuso l’evento con un lungo intervento, che si è concluso con appello ai presenti ma, prima di iniziare a parlare, è stata raggiunta sul podio da un uomo che le ha porto un libro. Una persona che lei, evidentemente non conosceva, che ha approfittato della situazione per promuovere la propria opera.

Ed è qui che nasce quel commento in cui si auspica la morte di Giorgia Meloni, in cui si augura a una madre di famiglia, nonché presidente del Consiglio, di fare la stessa fine di Charlie Kirk, l’ideologo Maga ucciso pochi mesi fa per le sue idee. "Kirketizzata" sembra essere diventato un neologismo in uso nella sinistra radicale, quella che non cerca il confronto ma l'annientamento fisico dell’avversario politico. L’uccisione di Kirk, colpito alla gola da un proiettile, come metodo per l’eliminazione di chi la pensa diversamente. È il riflesso condizionato di chi, autoproclamatosi custode della moralità e della democrazia, finisce per sdoganare l'idea che contro "il nemico" tutto sia lecito, persino auspicare la morte.

Quel che spaventa è che non si tratta di un caso isolato ma il frutto avvelenato di una narrazione che dipinge la destra non come una legittima scelta politica, ma come un male che va estirpato. E questa narrazione trova terreno fertile per fecondare e proliferare soprattutto tra i giovani, quelli che scendono in piazza a dar fuoco alle effigi dei politici che non condividono, che fanno il segno della P38, che invocano l’uccisione dei leader politici solo perché non sono d’accordo con loro. È un odio che scivola nella società come su un piano inclinato, che più va avanti e più prende forza e velocità: arrivati a un certo punto non si è più in grado di fermare l’inerzia. E questo limite è molto vicino se c’è chi arriva a invocare la “kirketizzazione” per Giorgia Meloni.

“Un episodio inaccettabile che impone una condanna ferma e senza ambiguità. Il clima di odio e di violenza verbale che talvolta emerge nel dibattito pubblico non può essere tollerato, tantomeno quando sfocia in minacce esplicite nei confronti delle istituzioni democratiche. Appare doveroso che il giornalista sul cui profilo è comparso il messaggio condanni con chiarezza quanto accaduto e prenda immediatamente le distanze dal proprio follower autore della minaccia, che ci auguriamo venga presto individuato", ha commentato il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei Deputati, Elisabetta Gardini. Le minacce di morte "rivolte al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, apparse sotto il post del giornalista del 'Fatto quotidiano' Giacomo Salvini, sono di una gravità inaudita e meritano la più ferma condanna. Purtroppo episodi come questo sono il risultato di un clima di odio e delegittimazione alimentato per troppo tempo da chi diffonde menzogne e fomenta un rancore personale e politico", ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, Galeazzo Bignami.

“Esprimo tutta la mia solidarietà al Presidente Giorgia Meloni per le inaccettabili minacce di morte ricevute sotto il post del giornalista Giacomo Salvini che sono l'ennesimo, gravissimo segnale di un imbarbarimento del dibattito politico che non possiamo più tollerare. Questo è il risultato diretto e velenoso di un clima d'odio alimentato da una certa sinistra che sceglie di seminare menzogne e rancore pur di colpire l'avversario politico, che trasforma in un nemico da annientare”, ha dichiarato il vicecapogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.

“Il clima di odio di questa campagna elettorale referendaria ha superato il limite ed è obbligatorio stemperare gli animi per riportare il dibattito su un livello di confronto civile”, ha dichiarato Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori Fdi.

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