Un cardinale "contro" Papa Bergoglio sull'intercomunione

Un cardinale olandese si schiera "contro" l'intercomunione per le coppie miste. La Chiesa tedesca è su posizioni differenti. Il caso che scuote il Vaticano

Un cardinale "contro" Papa Bergoglio sull'intercomunione

Il cardinale Willem Jacobus Eijk non ci sta. Il tema dell'intercomunione, cioè dell'accesso al sacramento dell'eucaristia per quei protestanti sposati con i cattolici, sta dividendo le coscienze degli uomini di Chiesa.

L'arcivescovo di Utrecht si è schierato dalla "parte" dei contrari. La "misura dottrinale" è stata approvata a maggioranza dalla Conferenza episcopale tedesca. Alcuni vescovi teutonici e il cardinale Rainer Woelki, poi, hanno inviato una missiva in Vaticano. "Nuovi dubia" li ha etichettati subito il vaticanista Sandro Magister. I temi discussi sono almeno due: può una presunta "fame eucaristica" giustificare che alcuni protestanti accedano alla comunione?; può la Chiesa tedesca legiferare su una materia che sembra essere di stretta competenza della Congregazione per la Dottrina della Fede, quindi di Roma e della Santa Sede?

Il cardinale olandese ha le idee chiare. Come si legge su La Nuova Bussola Quotidiana, Eijk ha dichiarato che: "L’intercomunione è, in linea di principio, soltanto possibile con i cristiani ortodossi, perché le Chiese Orientali, pur non essendo in piena comunione con la Chiesa Cattolica, hanno veri sacramenti e soprattutto, in forza della successione apostolica, un sacerdozio e un’Eucaristia validi". Con gli Ortodossi sì, quindi, ma non con i protestanti. Perché questi ultimi "non condividono la fede nel sacerdozio e nell’Eucaristia". Papa Bergoglio, dunque, non potrebbe in alcun modo recepire la proposta tedesca sull'intercomunione.

Il Vaticano, convocando una riunione tra le "due parti" dopo aver ricevuto la missiva dei contrari, cerca il dialogo, ma la sensazione è che le due posizioni, come spesso avviene di questi tempi, siano del tutto contrastanti. Il cardinale Eijk, poi, "alza il tiro" sul pontefice argentino e sulle sue "svolte dottrinali". Sempre sul portale cattolico citato si legge:"Osservando che i vescovi e soprattutto il successore di Pietro mancano nel mantenere e trasmettere fedelmente e in unità il deposito della fede, contenuto nella sacra Tradizione e nella Sacra Scrittura, non posso non pensare all’articolo 675 del Catechismo della Chiesa Cattolica...". Papa Francesco viene quindi "accusato" di non trasmettere la dottrina e la tradizione "fedelmente" e "in unità".

Questo tema è decisivo: la Chiesa cattolica si sta lentamente avvicinando a quella protestante.

Il dialogo ecumenico, che una parte di Curia sembra voler perseguire in ogni modo, sta aprendo sempre di più a prassi nuove. Spesso maldigerite dai cosiddetti "conservatori". Il dibattito sul futuro del cattolicesimo è in corso.

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