"Case e barca comprate ​con i soldi dei ragazzi disagiati"

Sotto sigilli a Lecce un milione e 370mila euro riconducibili all'ex titolare di una comunità, già accusato di maltrattamenti

Case, terreni, perfino una barca a vela comprati anche con i soldi destinati ai bambini ospiti della casa famiglia. Soldi che, secondo la procura, sarebbero stati indebitamente percepiti. Oggi tutto è finito sotto sequestro preventivo per equivalente. Si parla di beni per un valore complessivo di un milione e 370mila euro.

Finisce così di nuovo nell'occhio del ciclone la comunità educativa per minori "L’aquilone" di Galatina, in provincia di Lecce, già nota alle cronache per l'arresto ai domiciliari (eseguito l'anno scorso) dell’allora direttore responsabile Bruno Dollorenzo. L'uomo era accusato di abuso dei mezzi di correzione, violenza privata e maltrattamenti. Secondo quanto accertato dalla procura, avrebbe picchiato, minacciato, costretto a dormire per terra e a effettuare lavori nella propria abitazione, i ragazzini disagiati, affidati alla casa famiglia che gestiva. Da quelle indagini, che a breve arriveranno in udienza preliminare, è nato questo nuovo filone d'inchiesta relativo al fiume di denaro che raggiungeva mensilmente le casse della comunità. Si tratta di cifre pari a circa 75 euro al giorno per ogni singolo minore ospitato.

L'accusa contestata nei confronti dei gestori che si sono succeduti (Dollorenzo, sua moglie e sua suocera) e delle due cooperative che si sono avvicendate nella gestione de "L'aquilone" è quella di truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche e malversazione in danno dello Stato.

Quando questa mattina i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria hanno bussato alle porte della casa famiglia, l'immobile era quasi vuoto. Gli accertamenti lunghi e difficili, coordinati dal sostituto procuratore Stefania Mininni, si sono concentrati sui soldi percepiti fino al 2013.

Le due cooperative finite al centro delle indagini, "Le ali della vita" e "Nuovi incontri", sono subentrate, con una semplice nota al Comune di Galatina, a quella iniziale, "Progetto uomo". Ma, mentre la prima aveva ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni per operare, le altre due non le avrebbero neppure richieste. Le note inviate sarebbero state recepite dal Comune senza nulla eccepire.

Non solo. Dagli accertamenti bancari sui conti dei responsabili della struttura è emerso che i rappresentanti legali pro tempore hanno distratto una rilevante parte dei contributi indebitamente conseguiti e li hanno utilizzati per fini personali, o comunque diversi da quelli a cui erano destinati, come l'acquisto di immobili e prelievi in contante per oltre 300mila euro per rimpinguare le disponibilità economiche sui loro conti bancari.

Il decreto di sequestro preventivo per equivalente è stato firmato dal giudice delle indagini preliminari Simona Panzera. In tutto riguarda cinque immobili e sei terreni a Galatina e Sogliano Cavour, tra uliveti, orti e ficheti, oltre alle disponibilità finanziarie su conti correnti pari a circa 110mila euro e una barca a vela da 12 metri, ormeggiata nel porto di Gallipoli, che, a guardare le foto pubblicate sui profili Facebook di alcuni degli indagati, sarebbe stata spesso usata per fini ben diversi rispetto a quelli per cui era stata acquistata.

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