Caserta, padre-orco violenta figlia: lei, disperata, tenta suicidio

Il dramma di una ragazzina costretta dal padre-orco a subìre continui abusi sessuali nella primavera del 2014: a distanza di 3 anni, la giovane arriva a tentare addirittura il suicidio imbottendosi di farmaci. Salvata per miracolo, dopo l’episodio si aprono le indagini degli inquirenti, che portano allo scoperto un contesto familiare fatto di violenze ed abusi

Arriva dalla provincia di Caserta un’altra orribile storia di abusi commessi fra le mura domestiche. I protagonisti della triste vicenda sono un padre di 48 anni e sua figlia, che all’epoca dei fatti era appena 12enne.

Stando al racconto della giovane vittima, profondamente segnata dall’accaduto, le violenze nei suoi confronti si sarebbero consumate nella primavera del 2014, in un arco di tempo compreso fra il mese di maggio e quello di giugno. Approfittando dell’ingenuità di quella che allora era poco più di una bambina e dell’enorme fiducia che questa riponeva in lui, l’uomo l’avrebbe costretta a subire numerosi rapporti sessuali.

Questi ripetuti abusi hanno mano a mano ridotto a brandelli la psiche della ragazzina, fino a portarla addirittura a tentare il suicidio tre anni più tardi, nel 2017. Un tentativo di richiesta d’aiuto, forse. O magari l’estrema e disperata soluzione di un’adolescente che non riesce a convinvere con l’orrore di quei ricordi.

Nell’estate dell’anno scorso, la giovane ha inghiottito una massiccia dose di farmaci, finendo al pronto soccorso dell’ospedale Bambino Gesù di Roma. A seguito del tragico episodio conclusosi, fortunatamente, con il salvataggio della minorenne, gli inquirenti hanno cominciato a farsi qualche domanda. Ecco perché hanno iniziato ad indirizzare le indagini sui familiari della ragazzina.

Ciò ha portato alla scoperta di una condizione violenta e degradata all’interno delle mura domestiche. Il padre-padrone non si accontetava “soltanto” di abusare la figlia sopra citata, ma vessava continuamente anche la moglie e le altre figlie, anch’esse minorenni.

Le forze dell’ordine, coordinate dalla procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), hanno più volte ascoltato la testimonianza della giovane vittima, ed in breve è stato possibile raccogliere prove a sufficienza per incastrare l’orco.

Arriva in queste ultime ore la notizia dell’avvenuto arresto del 48enne, disposto dal gip ed eseguito dai carabinieri del comando di Alife e della compagnia Piedimonte Matese.

Accusato di violenza sessuale su minore, l’imputato è stato al momento sopposto a misura cautelare detentiva da scontare ai domiciliari. Su di lui è in corso anche un altro procedimento penale in merito ai continui maltrattamenti fisici perpetrati ai danni della consorte e delle altre figlie della coppia.

Commenti
Ritratto di Nahum

Nahum

Mar, 06/11/2018 - 20:18

E adesso sentiamo che cosa hanno da dire gli indignati anti stranieri ...

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 06/11/2018 - 20:20

Se la madre lasciava che si sfogasse nel suo grembo materno, invece di farlo diventare matto, é molto probabile che l'uomo conservasse la sua salute mentale. Ma le faccende non sono andate per il verso giusto, sostanzialmente per colpa del comunista Bergoglio, che non restaura il matrimonio tradizionale, che stipula il contratto della proprietà muliebre implicita nel famoso comandamento della donna degli altri.

seccatissimo

Mar, 06/11/2018 - 22:14

Il padre accusato di violenza sessuale su minore "è stato al momento sottoposto a misura cautelare detentiva da scontare ai domiciliari." Vorrei conoscere il nome ed il cognome ed i suoi estremi, dello sconcertante magistrato che ha provveduto ad emettere una ordinanza così ixxxxxxxe!

Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 07/11/2018 - 08:39

egregi salvini e di maio, secondo me è arrivato il momento di dare una scossa e un segno duro alla magistratura italiana che non vale nulla ma pretende rispetto: come sarebbe a dire "arresti domiciliari"?

Ritratto di Roberto_70

Roberto_70

Mer, 07/11/2018 - 11:28

Queste cose succedono in ambienti di totale degrado, perché in un contesto normale, sia di famiglia ma anche sociale, non è ammissibile che non si venga a sapere subito e si ponga fine a questo schifo