Coronavirus

"Infettato da due varianti". Lo strano caso di un 50enne

Il caso in questione è stato oggetto di uno studio realizzato in Olanda, che dimostra le molteplici e imprevedibili possibilità di infettarsi di Covid

Il caso del 50enne "con il Covid nella saliva per 9 mesi" e "infettato da due varianti"

Un 50enne olandese non vaccinato è divenuto suo malgrado un vero e proprio "caso clinico" circa le infezioni da coronavirus, per il fatto che ha mantenuto il Covid nella propria saliva "per nove mesi" e per essere stato contagiato "da due varianti del virus". L'uomo è stato vittima di questo contagio prolungato e multiplo pur non soffrendo di malattie pregresse. Il caso particolare del 50enne è stato oggetto di uno studio i cui risultati sono stati pubblicati di recente sul sito medRxiv. Il calvario del soggetto coinvolto nella ricerca è iniziato lo scorso dicembre, quando uno dei suoi colleghi di lavoro è risultato positivo al Covid.

Il 50enne era stato subito sottoposto in via precauzionale a un tampone, che avrebbe però dato nel suo caso esito negativo. A gennaio, tuttavia, lui aveva iniziato a non sentire più né odori né sapori, correndo subito a sottoporsi a un nuovo test Covid, ma ottenendo un altro esito negativo. I medici, vista l'incapacità dell'uomo di riconoscere odori e sapori, avevano deciso allora di esaminare la saliva del paziente.

Proprio nel liquido salivare è stata così riscontrata una forte presenza di Sars-CoV-2. Il coronavirus è quindi rimasto nella saliva del 50enne fino a settembre, mentre i tamponi Covid “tradizionali” davano sempre esito negativo. A luglio, inoltre, il soggetto in questione, fino ad allora asintomatico, ha iniziato ad avvertire sintomi più acuti in aggiunta alla perdita di olfatto e gusto: febbre, mal di testa, dolori muscolari e spossatezza. I medici hanno così scoperto che il 50enne era stato infettato da due varianti diverse del coronavirus: sia dal ceppo originario di Wuhan sia dalla variante Delta. In tutto questo periodo di tamponi e contro-tamponi, il 50 enne è stato anche sottoposto a test sierologici per individuare l’eventuale presenza di anticorpi nel suo organismo. Da questa analisi, gli esperti hanno alla fine stabilito che le immunoglobuline si sono diffuse in alta percentuale nel corpo del paziente solamente dopo la comparsa della febbre e della stanchezza caratteristiche del contagio da Covid.

Il caso descritto in Olanda sta attirando l'attenzione della comubità scientifica internazionale poiché dimostra che le particelle del coronavirus possono essere presenti nella fase iniziale dell’infezione solo nella saliva. Questo spiega il motivo per il quale non sono state mai trovate tracce virali né nella gola né nel sangue del 50enne. Inoltre, il fatto che gli anticorpi siano comparsi nell'organismo del soggetto in questione soltanto dopo i sintomi acuti conferma che, quando l’infezione è asintomatica, i livelli anticorpali possono essere bassi o addirittura non portare ad alcuna immunità. Infine, il caso del 50enne evidenzia che è possibile una co-infezione, cioè un contagio con due varianti diverse. Soltanto con il contagio da variante Delta sono però comparse nel 50enne febbre e spossatezza e si sono sviluppati gli anticorpi.

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