"C'era la marcia...". La versione dell'indagata sull'incidente dell'asilo

Sarà la perizia sulla vettura a stabilire come sia stato possibile che l'auto sia scivolata lungo la discesa fino a colpire il cancello dell'asilo di Pile

"C'era la marcia...". La versione dell'indagata sull'incidente dell'asilo

Dopo il tremendo dolore per la morte di un bambino di appena quattro anni, è il momento di farsi delle domande e, soprattutto, di trovare le risposte per fare luce sulla tragedia dell'asilo di Pile, a L'Aquila. Il primo punto da dirimere è come abbia fatto l'auto, parcheggiata dalla donna in uno spiazzo, a muoversi da sola per scendere lungo la strada che conduce al cancello dell'asilo. Nel mirino degli investigatori c'è il freno a mano: è stato inserito e poi tolto? L'auto si è sfrenata da sola? A bordo della vettura, mentre la donna si era spostata pochi minuti per andare all'asilo a prendere i due suoi figli più piccoli, c'era solo il figlio maggiore, 12enne. Ora, gli investigatori si chiedono se possa essere stato lui a disinserire il freno a mano.

Un'opzione che inizialmente sembrava quella più probabile ma che man mano che le indagini vanno avanti perde forza. La Volskwagen Passat che ha travolto i sei bambini dell'ospedale di Pile ha il freno a mano elettronico, non così semplice da disinserire come potrebbe essere quello di tipo meccanico. Questo è un elemento molto importante nell'ottica dell'indagine e sarà fondamentale capire se il 12enne, magari per errore, abbia potuto rimuoverlo. Il ragazzino è stato ascoltato da una psicologa nelle ore successive alla tragedia ma, probabilmente perché ancora in uno stato di forte choc emotivo, ha dichiarato di non ricordare molto di quei momenti. Una cosa però se la ricorda: non ha disazionato lui il freno a mano. Si è sporto dal finestrino ma quel pulsante, lui, non l'ha premuto. Agli investigatori ha raccontato anche di aver provato a sterzare per evitare che la macchina finisse contro il cancello ma la rampa che conduce al cortile è talmente breve che non gli ha lasciato il tempo di agire. Alcuni testimoni sul posto raccontano di aver visto il ragazzino al posto di guida e lui stesso, in quei momenti concitati, avrebbe urlato "l'ho ucciso io, l'ho ucciso io".

Sua madre, invece, si dice "sicurissima di aver inserito la marcia, il freno a mano non ricordo". Queste sono state le parole della donna bulgara, finora unica indagata per omicidio stradale. "La macchina non era in pendenza ma sulla piazzola prima della discesa", ha spiegato agli inquirenti, come riportato da la Repubblica. La vettura è stata sequestrata e dovrà essere sottoposta a una perizia per capire cosa sia potuto succedere in quei pochi minuti in cui la donna non era a bordo. Intanto, però, l'indagine è stata ampliata. La Procura della Repubblica e la squadra mobile dell'Aquila, infatti, stanno facendo accertamenti sulla questione della sicurezza all'esterno dell'asilo e negli spazi circostanti. In particolare, gli approfondimenti documentali e tecnici tendono a chiarire se le macchine potessero parcheggiare in quel luogo e se fosse a norma e sufficiente la recinzione nel giardino dell'asilo.

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