Un circo senza animali

A Roma la manifestazione per un circo senza animali. La Brambilla: "Favorire la riconversione per uno spettacolo senza animali"

Un momento della manifestazione contro lo sfruttamento degli animali nel circo in piazza della Republica
Un momento della manifestazione contro lo sfruttamento degli animali nel circo in piazza della Republica

La Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente aderisce alla manifestazione nazionale "per un circo senza animali", indetta per oggi a Roma da Animal Amnesty e dal Coordinamento antispecista. "Nonostante gli sforzi, degni di miglior causa, di chi insiste nel voler sfruttare, umiliare e privare della propria dignità altri esseri viventi, il circo con animali ha fatto il suo tempo ed è messo in discussione dall'opinione pubblica di moltissimi Paesi nel mondo. Ci sono operatori circensi che hanno saputo interpretare il cambiamento e si sono adeguati, altri che, inspiegabilmente, si ostinano a lucrare sulla pelle e la sofferenza degli animali", ha sottolineato l'ex ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla aderendo alla manifestazione contro i circhi con animali.

"Politici ed amministratori locali non possono restare a guardare - ha tuonato la Brambilla - ma ciascuno per la sua parte devono favorire la riconversione dei circhi per uno spettacolo senza più animali, come sta avvenendo nella maggior parte d'Europa". Bisogna distinguere nettamente tra le imprese circensi che si ostinano a sfruttare gli animali, spogliandoli della loro dignità e sottoponendoli ad una quotidiana tortura sia dal punto di vista fisico che psicologico, e chi si esprime solo con la propria arte e ne fa uno strumento per procurare gioia agli altri. A questi artisti - circensi, di strada, di fiera - vanno tutto il nostro sostegno e tutta la nostra ammirazione. Dura condanna, invece, merita chi lucra sulle sofferenze di altri esseri viventi e, ben consapevole di tenere una posizione indifendibile, va a caccia di legittimazione o di simpatia confondendosi nell'ambito più vasto della "gente dello spettacolo viaggiante".

Il pubblico, per divertirsi, non ha bisogno di vedere animali ridotti all'ombra di se stessi e non crede più alla favoletta della "collaborazione" tra uomo e animale sulla pista del circo, se non altro perché, com'è evidente, l'animale non ha mai chiesto di "collaborare". La verità è che il circo con animali ha fatto il suo tempo e annaspa in tutta Europa e in buona parte del mondo. Proprio per questo, la Brambilla ha chiesto ai sindaci di adottare ordinanze o regolamenti comunali il più possibile restrittivi.

Nel numero dei Paesi europei, quattordici, che hanno introdotto restrizioni all'utilizzo di animali nei circhi, fino al divieto totale, sta per entrare l'Olanda, dove il bando degli animali selvatici dai tendoni fa addirittura parte dell'accordo di coalizione che ha dato vita al nuovo governo. In Italia, secondo il rapporto Eurispes 2011, solo il 10,1 per cento degli intervistati giudica positivamente l'utilizzo di animali nei circhi. In attesa che politici, amministratori locali e gli stessi operatori del circo ne prendano atto, il nostro ministro dei Beni culturali potrebbe compiere un primo passo concreto verso il cambiamento, destinando i fondi statali assegnati ogni anno a tutti i circhi italiani indistintamente - a spese del contribuente ignaro – solo alle imprese che producono arte e non barbarie di matrice ottocentesca.

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