Coronavirus, un vaccino tradizionale funziona sugli animali

Un vaccino tradizionale chiamato PiCoVaCC, sperimentato in Cina, funziona contro il coronavirus negli animali. Entro fine anno potrebbe partire la sperimentazione sull'uomo

Un vaccino tradizionale, chiamato "PiCoVacc" potrebbe essere efficace per contrastare il Coronavirus. La notizia, che giunge dritta dalla Cina, è stata divulgata attraverso la rivista Science con l'articolo Rapid development of inactived vaccine canditate for SARS-CoV-2 del 6 maggio 2020.

Test sui macachi

I test preliminari condotti sugli animali, e nello specifico sui machachi e nei topi, pare abbiano sortito risultati incoraggianti immunizzando i primati dal patogeno responsabile dell'infezione. Stando a quanto riferiscono gli autori della sperimentazione, il vaccino è in grado di sviluppare una quantità di anticorpi contro la proteina 'spike' del virus (quella che penetra nelle cellule) di dieci volte superiore a quella rinvenuta nel plasma iperimmune dei pazienti guariti dal Covid-19.

Come funziona il vaccino

Il vaccino viene ricavato da 'virus inattivati purificati', ovvero, che hanno perso la carica virale. Il patogeno viene alimentato in laboratorio, poi purificato e inattivato in modo che non sia in grado di moltiplicarsi. "Lo si inattiva con procedimenti fisici basati sul calore fino a renderlo del tutto innocuo, ma ancora capace di stimolare correttamente il sistema immunitario. - spiega il virologo Roberto Burioni sulla rivista Medical Facts - In questo caso, sostanzialmente, non si inietta più nel paziente un virus ma delle proteine inerti che stimolano una risposta contro il virus dal quale provengono". Per l'individuazione del candidato, il team di scienziati cinesi ha operato su ceppi isolati di 11 pazienti ricoverati in diversi Paesi, tra cui, anche Spagna e Italia.

Risultati

Nei topi, nei ratti e nei primati non umani, il vaccino ha prodotto una quantità di anticorpi tale da neutralizzare i diversi ceppi del virus SARS-Cov-2. Entro fine anno, potrebbe partire la sperimentazione sull'uomo. Dunque, non resta altro che incrociare le dita. "I risultati sono ottimi. - commenta Burioni al Corriere della Sera - Non solo i vaccini non hanno dimostrato alcuna tossicità, ma hanno fatto produrre ai macachi una quantità molto alta di anticorpi neutralizzanti, quelli che potrebbero essere utili per la guarigione. Infine, la cosa più importante: i ricercatori cinesi hanno provato a infettare sperimentalmente i macachi con il coronavirus. Risultato: i macachi non vaccinati si sono tutti ammalati, mentre quelli vaccinati sono rimasti sostanzialmente sani. No esultiamo perché è ancora presto e le scimmie valutate sono solo poche decine e, per quanto simili, non sono identiche all'uomo. Ma questi sono i dati migliori che potevano arrivare dalla sperimentazione animale di un vaccino".

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