Coronavirus, in Veneto si censiscono i respiratori usati per animali

La lettera del direttore del Servizio veterinario di igiene urbana della Aulss 6 Euganea al presidente dell'Ordine dei medici veterinari della Provincia di Padova: si chiede di censire i respiratori impiegati per gli animali nella speranza di poterli riconvertire ed utilizzare per i pazienti malati

L'emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio il sistema sanitario nazionale ed in questi ultimi giorni sono stati molti gli appelli lanciati dagli ospedali, vicini al collasso. Medici, infermieri ed operatori sanitari sono troppo pochi, e spesso costretti ad operare in condizioni di alto rischio contagio. Le apparecchiature utilizzate per assistere i pazienti più gravi, così come i dispositivi di protezione individuale dei sanitari, non bastano per soddisfare le richieste in continuo aumento. In queste ore disperate, a costituire il più grande problema è l'esiguo numero di respiratori, necessari per salvare la vita alle persone più colpite dalla malattia. L'assistenza ventilatoria, infatti, è fondamentale per tutti coloro che, a causa dell'infezione polmonare scatenata dal virus, si trovano in una condizione di grave insufficienza respiratoria.

In un momento così critico, ogni soluzione deve essere considerata. Ed ecco dunque arrivare la richiesta del direttore del Servizio veterinario di igiene urbana della Aulss 6 Euganea, Aldo Costa, al presidente dell'Ordine dei medici veterinari della Provincia di Padova, Lamberto Barzon. Nell'email il dirigente della Aulss 6 chiede di censire i respiratori utilizzati per gli animali nelle cliniche veterinarie così da poterne impiegare alcuni negli ospedali dove vi è maggiore necessità.

Gli apparecchi, infatti, potrebbero essere riconvertiti ed utilizzati sugli esseri umani. “Vista l'emergenza Coronavirus la Regione Veneto prevede il censimento urgente dei respiratori utilizzati nelle strutture veterinarie per verificarne il possibile utilizzo in ambito umano”, si legge nella lettera indirizzata al presidente dell'Ordine dei medici veterinari, come riportato da “Il Gazzettino”.

“Pur consapevoli delle difficoltà professionali che tale richiesta potrebbe comportare ai colleghi, giustificata dal grave momento storico attraversato dal nostro Paese, chiediamo cortesemente la vostra collaborazione per comunicare quanto sopra”, prosegue il messaggio, che si conclude poi con la richiesta di indicare “numero di respiratori utilizzati, modello/i, nominativo del direttore sanitario/responsabile della struttura veterinaria e indirizzo della struttura dove è posto il respiratore”.

La situazione Coronavirus, soprattutto nel Nord del nostro Paese, è critica. Chiunque cerca di aiutare come può. Oltre all'idea di riconvertire i respiratori impiegati per gli animali, in queste ultime ore è arrivata anche la proposta di sopperire alla mancanza di mascherine costruendole con una stampante 3D. In molti si sono messi a disposizione, facendo però presente che i dispositivi, pur costituendo una valida soluzione in circostanze di emergenza, non possono comunque essere considerati come un dispositivo medico omologato.

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