Cosa c'è di vero dietro le voci sulle dimissioni del Papa

Tante le voci che in questi giorni riguardano le "dimissioni" del Papa, ma cosa c'è di vero. Ecco perché è davvero improbabile che Bergoglio rinunci

Cosa c'è di vero dietro le voci sulle dimissioni del Papa

C'è chi dice che il Papa stia per dimettersi e chi, al contrario, sostiene che, anche in virtù della personalità di Bergoglio, l'ipotesi della rinuncia sia destinata a rimanere sul piano del gossip non confermato. Sono due strade opposte, ma riguardano entrambe il sentiero imboccato questa estate dalle cronache vaticane: quelle che agitano il vento delle seconde "dimissioni" in meno di dieci anni per un vescovo di Roma.

I condizionali, quando si tratta di Santa Sede, si sprecano. É il bello di un ambito in cui il mistero fa spesso capolino e che tende a distinguersi dalle prassi della politica, dove i passi indietro o di lato sono del tutto naturali. In questo "settore" no: quello del pontefice, per la Chiesa cattolica, è un ufficio proveniente da Cristo in persona. E non c'è un Quirinale cui recarsi in fretta e furia, quando si è costretti a mollare la presa. Tuttavia, una possibilità formale di rinuncia esiste ed è disciplinata dal diritto canonico: Ratzinger, checché se ne dica, non è più Papa. Ma almeno per ora rimane un'eccezione nella storia o quasi.

Attorno alle voci di questi giorni, possono essere distinti due livelli ragionativi e tematici distinti: uno è quello della posizione di Francesco sull'eventualità che un successore di Pietro scenda dal soglio; l'altro è quello delle versioni circolanti secondo cui il quadro clinico del Papa non sarebbe ottimale, dunque il pontefice sudamericano si starebbe per dimettere, favorendo lo scenario di un nuovo Conclave primaverile. Agosto del resto è il mese del retroscena per eccellenza per quel che concerne il Vaticano.

La prima questione è affrontabile con facilità: papa Francesco si è più volte espresso, dicendo di condividere l'istituto del papato emerito. Lo ha notato sul suo blog il vaticanista di lungo corso Aldo Maria Valli, che ha ricordato come il gesuita, per mezzo di un'intervista, non abbia escluso di divenire "emerito" a sua volta. Insomma, Bergoglio non ha nulla in contrario: la scelta compiuta da Ratzinger potrebbe divenire prassi o comunque smettere di rappresentare una rarità. E quindi Francesco, in un futuro indefinito, potrebbe decidere di seguire le orme del teologo tedesco. Questo però non conferma in nessuna maniera che l'argentino stia per farsi da parte o che stia sul serio ragionando su una "rinuncia".

Cercando conferme o smentite sulla vicenda della ventilate "dimissioni", è arrivato di tutto a IlGiornale.it. Si va dal "secondo me semplicemente bufale" a riflessioni più complesse, che si dicono sicure di come Bergoglio non abbia alcuna intenzione di rinunciare come fatto dal suo predecessore. C'è anche, al contrario, chi sostiene che siano tante le fonti a confermare che lo stato di salute del Papa non sia ottimale, ma di bollettini vaticani in merito non ce ne sono, mentre i prossimi viaggi apostolici sono tutti confermati.

Un "però" enorme, peraltro, risiede sullo sfondo di questa storia: anche se il Papa non stesse bene, cosa che peraltro chiunque dovrebbe evitare di sperare, chi può dirsi sicuro che Francesco non opti per la scelta di San Giovanni Paolo II, che è rimasto sul soglio sino all'ultimo giorno della sua esistenza terrena? Nessuno, in realtà, può sapere cosa pensi il gesuita in merito. Si possono al limite avanzare previsioni. E almeno un fattore ne suggerisce una più dell'altra.

C'è un tema, infatti, che viene posto negli ambienti ecclesiastici, al netto della veridicità o meno degli elementi che vengono rappresentati. Nel caso davvero papa Francesco volesse dimettersi, dovrebbe allora confrontarsi con qualcosa di unico nella storia della Chiesa: la coopresenza di due pontefici emeriti, che sarebbe l'effetto imminente di un'altra discesa dal soglio. E una fonte anomina è disposta a dirci che "c'è il precedente del suo vivente predecessore... si creerebbe un autentico paradosso, qualcosa di unico e mai avvenuto nella storia della Chiesa, oltre che non auspicabile. Chi parla di dimissioni fa congetture fantascientifiche".

Sintetizzando: è vero che Bergoglio non ha escluso a priori di divenire a sua volta "emerito", ma non esistono elementi che suggeriscano come papa Francesco stia sul serio per fare quella mossa. Al contrario, la presenza sulla scena di un pontefice emerito, cioè di Ratzinger, sconsiglia persino di ipotizzare le dimissioni da parte di Francesco. Per molti, sarebbe un tuono che la Chiesa questa volta non reggerebbe.

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