​Criticò Gratteri, Bonafede chiede trasferimento del magistrato Lupacchini

Il ministro della Giustizia chiede l''allontanamento' del procuratore generale di Catanzaro. Che aveva accusato il collega di non averlo messo al corrente sull'ultima mega operazione contro la 'ndrangheta. Il legale: “Udienza Csm sia pubblica, pericolo per l'incolumità del pg”

“Il magistrato Lupacchini va trasferito”. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il pg della Corte di Cassazione Giovanni Salvi hanno chiesto alla Sezione disciplinare del Csm di trasferire d'ufficio il procuratore generale di Catanzaro. È l'ultimo capitolo della guerra tra magistrati scoppiata in Calabria.

A carico di Lupacchini c'è già una procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità funzionale aperta dalla prima commissione del Csm per le critiche pubbliche che il magistrato aveva rivolto al procuratore di Catanzaro, Nicola Gratteri, all'indomani della mega operazione giudiziaria 'Rinascita Scott', che aveva portato all'arresto di più di 330 persone.

Una settimana dopo il blitz, infatti, Lupacchini – ospite di Tgcom24 – aveva accusato Gratteri di aver tagliato fuori la Procura generale: "I nomi degli arrestati e le ragioni degli arresti li abbiamo conosciuti soltanto a seguito della pubblicazione sulla stampa che, evidentemente, è molto più importante della Procura generale contattare e informare. Al di là di quelle che sono poi, invece, le attività della Procura generale, che quindi può rispondere soltanto sulla base di ciò che normalmente accade, cioè l’evanescenza come ombra lunatica di molte delle operazioni della Procura distrettuale di Catanzaro stessa".

Lo scorso 13 gennaio, Lupacchini era stato audito per quasi cinque ore dalla Prima commissione del Csm, chiamata a valutare se esistano o meno i presupposti per un trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale. Il pg si era difeso confermando, di fatto, quanto detto alla trasmissione Mediaset.

Intanto, il legale di Lupacchini, Ivano Iai, in merito alla richiesta di trasferimento avanzata oggi dal ministro della Giustizia e dal pg della Cassazione, chiede che l'udienza cautelare, in cui la Sezione disciplinare del Csm dovrà pronunciarsi, prevista per il 23 gennaio, sia pubblica.

Il difensore motiva la richiesta con la "necessità" di tutelare l'immagine di Lupacchini, "oggetto di diverse centinaia di insulti che, precipitati in rete con inusitata virulenza (soprattutto attraverso social network) hanno ingenerosamente e immotivatamente apostrofato il magistrato con espressioni offensive della sua dignità personale e professionale".

Per Iai, inoltre, è "indispensabile portare a conoscenza della collettività, nei minimi dettagli, fatti estremamente gravi in ragione dei quali” Lupacchini “vede aggravarsi ulteriormente il pericolo per la propria incolumità".

Il legale riferisce di aver già segnalato al Csm "il vulnus all'assoluto riserbo che avrebbe dovuto caratterizzare la procedura” in Prima Commissione, “a suo tempo concretizzatosi con la reiterata fuga di notizie relativa agli atti di precedente procedura riservata, da cui è derivata la diffusione di notizie distorte, con grave pregiudizio per il magistrato interessato".

Il legale fa anche sapere di aver chiesto "gli esiti degli esposti – assolutamente indispensabili per la difesa del procuratore generale Lupacchini – da questi a suo tempo inoltrati al ministro della Giustizia e al procuratore generale presso la Corte di cassazione, relativi alle criticità riscontrate anche in materia di coordinamento e collegamento tra procure".

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