Detenuta partorisce da sola nella sua cella

Nel carcere di Denver, una detenuta ha partorito da sola nella sua cella. La donna ha citato in giudizio lo sceriffo e i medici del penitenziario per "violazione dei diritti umani"

Una detenuta del carcere di Denver, in Colorado, ha partorito da sola nella sua cella, senza l'aiuto di ostetriche o infermieri.

Ben cinque lunghe ore di travaglio, in balia di sé stessa. Così Diana Sanchez (27), agli arresti nella prigione di Denver (Stati Uniti) per un furto d'identità, il 31 luglio scorso, ha dato alla luce la sua bambina nel totale abbandono dello staff medico. Per questo motivo, la donna ha citato in giudizio lo sceriffo della contea e i sanitari dell'ospedale locale. Stando a quanto riporta il quotidiano online CBS4, la neo-mamma ritiene che i suoi diritti siano stati violati.

"Questo caso è incredibilmente inquietante. - ha dichiarato Mari Newman, procuratore della Sanchez - Ha iniziato il travaglio nelle prime ore del mattino. Disse immediatamente a una guardia e a un'infermiera che era in travaglio, che stava avendo contrazioni poi, che le acque le si erano rotte e, alla fine, che stava perdendo sangue. "

Lo studio legale che si sta occupando del caso ha recuperato un video delle telecamere di sorveglianza in cui si vede chiaramente la donna, molto dolorante, mentre mette al mondo la sua primogenita. Non c'è nessuno ad assisterla. Soltanto dopo la nascita della neonata, infatti, un vigilante fa ingresso nella cella in compagnia di una infermiera. Prima di quel frangente, alla Sanchez viene fornito solo un pacco di assorbenti.

"Siamo in sintonia con chiunque sia in prigione durante la gravidanza, compresa la detenuta Sanchez. - rende noto con una nota lo staff del penitenziario - Contrattiamo con Denver Health Medical per fornire assistenza medica completa in entrambe le nostre carceri. I professionisti del Denver Health sono presenti nelle strutture e dispongono di unità mediche dedicate per fornire servizi medici a coloro che sono rinchiusi nella nostra prigione. La signora Sanchez era nell'unità medica e sotto la cura di professionisti al momento del parto". Ma la realtà mostrata dai filmati, sembrerebbe essere ben diversa.

Difficile capire come evolverà la vicenda. Ad ogni modo, il legale della Sanchez non intende mollare la presa. "Nessuno merita di partorire in una stanza sporca, accanto al bagno e senza l'aiuto di nessuno. Non è giusto", conclude.

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Commenti
Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Dom, 01/09/2019 - 17:36

Chi delinque doveva prima lasciare in pace le sue vittime. Dipoi la partoriente bontà sua è riuscita nell'evento senza interventi decisivi di terzi diverso sarebbe stato se ci fossero state conseguenze tragiche. Se fosse stata persona libera da chi avrebbe avuto assistenza se non da famigliari stretti o dalla sanità a pagamento ... nel complesso si può dire fortunata che ha avuto un tetto sia su lei che al nascituro e successivamente una assistenza adeguata.

Ritratto di magicmirror

magicmirror

Dom, 01/09/2019 - 18:57

avrà attraversato con il semaforo rosso. ringrazi di essere ancora viva.