Dj Aniceto: "Chiudere il Cocoricò è pura follia"

Il commento di Aniceto, dj impegnato nel sociale e già membro della Consulta Antidroga

Cocoricò, foto d'archivio
Cocoricò, foto d'archivio

"Chiudere il Cocoricò è pura follia": è il commento di Aniceto, dj impegnato nel sociale e già membro della Consulta Antidroga presso il dipartimento governativo a palazzo Chigi, alla notizia della chiusura del Cocoricò per 120 giorni disposta dal questore di Rimini.

"La cosa più triste di tutta questa triste vicenda - commenta - è che non si riesca a divertirsi se non stordendosi, bevendo, impasticcandosi. Pare che non esista alternativa allo sballo come se la vita non fosse in grado di offrire ben altre evasioni e divertimenti esaltanti. A me spiace tantissimo per questi ragazzi, potrebbero divertirsi. In mille altri modi più belli, salvaguardando la loro salute, ma non è nemmeno colpa loro, semplicemente ignorano il male che possono fare queste sostanze. Ma chiudere il Cocoricò è pura follia. È una delle discoteche più controllate d’Italia, con più telecamere, buttafuori e sicurezza, e con un presidio medico per tutte le evenienze. Spende più di 150.000 euro all’anno per questo. Chi pensa ai dipendenti? Chi pensa che quel tipo di azienda rimarrà chiusa nel periodo in cui si faranno i fatturati più importanti? Se un provvedimento del genere serve a "svegliare" gli altri gestori ben venga, altrimenti è solo inutile demagogia. Il problema è ovviamente molto più grande e riguarda non solo il mondo della notte. Anche perché se ti vuoi drogare lo puoi fare "quasi" indisturbato al parchetto sotto casa tua. Il problema sta nella testa, ed è quella che va cambiata prima di tutto, ma bisogna fare presto. Dopo, non serve piangere ed essere duri quando ci sono di mezzo i morti".

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