Droga dello stupro, boom sul dark web: così i pusher cancellano le proprie tracce

Il Dcsa ha stillato una relazione completa sulla questione "droga" aggiornata nell'ultimo anno. Qual è lo stupefacente più sequestrato? Dove cresce lo spaccio? Qual è la relazione con i social?

Droga dello stupro, boom sul dark web: così i pusher cancellano le proprie tracce

La Direzione centrale per i servizi antidroga (Dcsa) ha pubblicato una nuova documentazione in cui si parla di nuovi trend, fenomeni e tutto ciò che riguardano i numeri inerenti al tema sugli stupefacenti.

Il dark web e i social network

Nella sintesi si legge:"Un cenno particolare è stato riservato, quest'anno, ai social network". Un dato importante, infatti, sottolinea quanto sia facile lo spaccio "fai da te" nel mondo virtuale. Con alcune app è facile scambiare messaggi e poi eliminarli immediatamente cancellando le tracce di un'eventuale scambio tra pusher e acquirente. Non solo, è diventato altamente semplice spedire e ricevere pacchi "fantasma" attraverso dispositivi che permettono di effettuare transizioni e rendere ignota la geolocalizzazione dell'oggetto. Il crescente impiego della tecnologia crittografica è un vero e proprio ostacolo allo sviluppo delle indagini per il contrasto del traffico di stupefacenti. Basta scaricare sul pc di casa un programma come Tor e una Vpn, in grado di anonimizzare la propria connessione in rete, e poi trovare online i link giusti per accedere a piazze di spaccio sconfinate.

Sempre più preoccupante, dunque, questa nuova forma di "imprenditoria delinquenziale" perché permette di avviare redditizie attività di spaccio, utilizzando le potenzialità offerte dal web grazie alla facilità di accesso e di anonimato. A fronteggiare questa situazione sono le centinaia operazioni "darknet" messe in atto dalla polizia postale, ma a complicare il tutto sono le sempre più innovative escamotage permesse da internet.

Overdose e droga dello stupro

Una buona notizia deriva dai numeri in calo di morti per overdose. I dati del 2021 parlano di molti meno decessi rispetto all'anno precedente. "Il dato scende a quota 293, evidenziando, in termini percentuali. Una diminuzione del 5,18% rispetto all’anno 2020, in cui le morti per droga si erano ridotte a 309 unità". In particolare si è ridotto di 16 unità il numero delle morti dovute a sovradosaggio di metadone (15) ed eroina (1) e di 7 quelle per cocaina. "E' ancora presto per dire se siamo di fronte ad una regressione strutturata del fenomeno, come sarebbe certamente auspicabile, o se la diminuzione è ancora il frutto di circostanze contingenti e transitorie".

La nota negativa riguarda il fatto che dopo 4 anni è ricomparso un caso di morte dovuto a Lsd (dietilamide dell'acido lisergico), la sostanza psichedelica che determina una confusione sensoria nell'assuntore.

In aumento, invece, il triste bilancio che riguarda i sequestri di sostanze liquide rispetto a quelli in dose o polvere. Ammontano a circa 90 litri i sequestri di Gbl e ad oltre 5 litri quelli di Ghb, due potenti sedativi dissociativi, noti per il loro impiego come "rape drugs" o "droga dello stupro". Questo perché versate nelle bevande, rendeno la vittima manipolabile e priva di volontà, talvolta facendole perdere i sensi. Nonostante siano in commercio da molti anni, nel 2021 sono tornate alla ribalta per essere state protagoniste di vicende di cronaca. Lo spaccio di queste sostanze è stato registrato vastamente più online che "sul campo" attraverso dei siti illegali dediti alla vendita "sotto copertura".

Le sostanze vengono acquistate online, quasi sempre nel dark web (tranne il Gbl, che in Olanda viene venduto legalmente), e arrivavano spesso per via aerea o via corriere dall’Olanda, Cina, Francia, Croazia, Canada, Polonia e Repubblica Ceca. Poi vengono smistate per la vendita e la distribuzione.

Il narcotraffico e la mafia

Sul territorio nazionale e non solo, anche a livello europeo, "si rafforza il ruolo egemone della ‘ndrangheta calabrese". Questo tipo di mafia è, infatti, uno dei maggiori ostacoli per le operazioni antidroga perché "continua a rivestire un ruolo primario nella gestione del traffico mondiale delle sostanze stupefacenti, un vero e proprio player in grado di delocalizzare le proprie illecite attività". Le maggiori attività si concentrano "sul traffico della cocaina proveniente dal Sud America e dalle principali aree di stoccaggio temporaneo in Europa".

"Cosa nostra" continua a persistere tenendo e tirando le redini del traffico di stupefacenti. L'attività e infatti meno "sanguinaria" e rischiosa rispetto agli anni '90 e permette di guadagnare più facilmente generando enormi profitti. Nonostante ciò, si trova in "una posizione di subalternità ad altre organizzazioni di tipo mafioso, calabresi e campane, sia per quanto attiene l’approvvigionamento dai Paesi produttori, che per l’importazione e la distribuzione sul territorio nazionale".

Infine nell’anno di riferimento, anche la camorra ha proseguito nelle attività di importazione di stupefacenti, "soprattutto hashish e cocaina, sfruttando, per un verso, le proprie proiezioni operative in Spagna e nei Paesi del Sud America, in Africa e nella penisola arabica e, per l’altro, la stretta collaborazione con le cosche calabresi".

Questione cannabis

La cannabis resta lo stupefacente più sequestrato nel nostro Paese, rappresentando, da sola, nell'anno passato, oltre due terzi ( 67,7 tonnellate) di tutta la droga individuata (91 tonnellate). "Sia in termini di hashish (+113%) che di marijuana (+135%), i due prodotti derivati, mentre si è verificata una riduzione del numero di piante cadute in sequestro (-27,51%). Il livello dei sequestri ha raggiunto quota 67,7 tonnellate, appena sotto la media (circa 77 tonnellate) dell'ultimo decennio." Accanto allo stupefacente proveniente dai tradizionali luoghi di importazione, emerge il fenomeno di "una produzione outdoor nazionale, soprattutto in Sardegna".

La questione di questo stupefacente rimane tra le più spinose del nostro Paese. Il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri ha di recente twittato:"A quanti fanno annunci sulla depenalizzazione della cannabis scambiando l'opinione di una commissione o il voto anche di un pezzo del parlamento con una legge già approvata, dico di stare molto attenti. Al Senato la legalizzazione della cannabis in qualsiasi forma non passerà mai".

Il senatore si riferisce a ciò che è successo il 21 giugno. La Commissione Giustizia della Camera, infatti, ha dato il primo sì al testo “Magi-Licantini”, che propone un approccio diverso al tema delle droghe leggere. La proposta "depenalizza la coltivazione domestica di quattro piantine di cannabis: un modo per sostenere chi ne fa un uso terapeutico e per togliere terreno allo spaccio", ha spiegato il presidente della Commissione Giustizia e relatore del testo, Mario Perantoni (M5s).

Anche il sottosegretario all'Interno Nicola Molteni si è detto contro la proposta:"Nel momento in cui si sta lavorando per aumentare gli organici delle Forze di Polizia e rispondere, così, alla crescente domanda di sicurezza che viene dai territori, il segnale che arriva con il via libera alla proposta di legge sulla cannabis va drammaticamente in senso opposto. È un gravissimo errore".

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