I primi indagati al Mottarone. E spunta la prova in una foto

Nel fotogramma si vede la staffa in metallo di colore rosso che tiene sempre aperte le ganasce che servono a bloccare la cabina

I primi indagati al Mottarone. E spunta la prova in una foto

Adesso c’è la prova: il forchettone che disattiva il freno era inserito, lo si può vedere nel fotogramma che ha ripreso i resti dell’abitacolo della funivia. Quindi, almeno uno dei freni della cabina della funivia Stresa-Mottarone, precipitata nel vuoto domenica scorsa, causando la morte di 14 persone, non era funzionante.

Il forchettone era inserito

La colpa sarebbe del forchettone, un elemento in ferro che tiene sempre aperte le ganasce del freno, e in questo modo ne impedisce l'attivazione in caso di necessità. Questo però solitamente viene inserito quando la cabina non ha passeggeri a bordo, e compie solo un giro di prova, utilizzato per controllarne il giusto funzionamento. In caso di blocco improvviso, magari per mancanza di corrente elettrica o per un guasto all’impianto idraulico, non sarebbe necessario perdere tempo a mandare un tecnico sul luogo per disattivarlo. Con forchettone inserito la cabina riesce comunque a tornare a valle. Ma non deve mai essere usato se a bordo della funivia ci sono passeggeri.

Come riportato dal Corriere, i vigili del fuoco, dopo aver esaminato il fotogramma, si sono accorti che l’altro freno era invece regolarmente aperto. A questo punto, come ha spiegato l’ingegnere, le ipotesi possono essere due: “Il secondo forchettone potrebbe essere saltato via durante l’incidente. Oppure potrebbe non essere mai stato inserito”. Non si capisce come mai il forchettone fosse inserito visto che, con i passeggeri a bordo della cabina, la staffa deve sempre essere tolta. In questo modo infatti il freno sarà in grado di funzionare nel caso si verifichi una circostanza imprevista, e la cabina potrà rimanere agganciata al cavo fisso.

Il video sequestrato

Domenica scorsa però questo non è potuto accadere e la funivia si è schiantata al suolo, dopo essersi staccata una volta arrivata al primo pilone, provocando appunto la morte dei 14 passeggeri che aveva a bordo dell’abitacolo. Il guasto si è verificato quando mancavano circa 5 metri all’arrivo. In un video registrato dalle telecamere di sorveglianza, sequestrato per le indagini, si vede chiaramente la cabina avvicinarsi lentamente alla stazione, l’addetto che si appresta ad aprire il cancelletto per far scendere i passeggeri dalla funivia e, dopo un colpo secco, la fune che si spezza, iniziando a salire e scendere come una frusta impazzita. La cabina a quel punto ricomincia la sua corsa al contrario. Toccherà adesso a periti, esperti e Procura indagare e scoprire il motivo per cui il forchettone era inserito, non permettendo al freno di funzionare regolarmente.

Ci sono i primi indagati

Secondo quanto reso noto dall'AdnKronos ci sarebbero i primi indagati. Dopo due giorni, la tragedia è avvenuta domenica scorsa, le indagini vanno così a subire una accelerazione rispetto alle presunte responsabilità legate alla manutenzione dell'impianto. Verso le 19 l'ex sindaco e avvocato, Canio Di Milia, è entrato in caserma a Stresa in qualità di legale. Potrebbe significare che alcuni dipendenti, ascoltati inizialmente come persone informate dei fatti, sono diventati adesso indagati.

Secondo Agi, ci sarebbe un primo iscritto nel registro degli indagati nell'inchiesta della procura di Verbania.

Si tratterebbe di un dipendente della società di gestione dell'impianto, che era stato convocato nella caserma dei carabinieri di Stresa per essere ascoltato come persona informata sui fatti, finendo poi a ritrovarsi indagato. Secondo indiscrezioni l'iscrizione sarebbe collegata proprio con la vicenda del forchettone.

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