Elena Ceste, il pm chiede 30 anni per Buoninconti

La famiglia della donna ritrovata uccisa a Costigliole d'Asti vuole un risarcimento di 2 milioni di euro

30 anni di carcere per l'omicidio della moglie Elena Ceste. Tanto ha chiesto il pm di Asti, Laura Deodato, per Michele Buoninconti, unico indagato per la morte della donna, scomparsa nel gennaio 2014 e ritrovato senza vita solo 9 mesi dopo in un canale di scolo poco distante da casa.

Il processo per il delitto avvenuto a Costigliole d'Asti si svolge col rito abbreviato dopo indagini condotte in modo "ineccepibile", secondo la procura e che portano in modo incontrovertibile al vigile del fuoco, accusato di omicidio volontario premeditato e occultamento di cadavere. Buoninconti è rimasto impassibile al momento della richiesta di condanna.

Dopo una breve pausa l’udienza è ripresa con l’intervento degli avvocati di parte civile, Deborah Abate Zaro e Carlo Tabbia, che hanno chiesto un risarcimento da 2 milioni di euro per la famiglia Ceste.

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Commenti
Ritratto di stock47

stock47

Mer, 23/09/2015 - 17:42

Questo caso è peggio di quello di Bossetti; lì almeno c'era un DNA fasullo ma nel caso di Buoninconti ci sono solo supposizioni campate in aria. NON C'E' REATO DI OMICIDIO, l'autopsia NON HA potuto dire che la Ceste sia stata uccisa. Accusano il marito ma su base di un nulla totale. Ha denunciato da subito la scomparsa della moglie, ha fatto capire ai carabinieri che la donna girava nuda in pieno inverno e che quindi non era lontana. Un assassino non l'avrebbe mai fatto d'indirizzare verso il corpo che poteva rivelare il suo delitto e le modalità. Di chi è la colpa che la donna fu ritrovata solo dopo 7 mesi? Solo degli inquirenti che adesso scaricano la loro incapacità pregressa sul disgraziato di turno. Stanno facendo un processo senza rivelare niente alla stampa, almeno le prove che lo inchiodano su due supposizioni campate per aria: l'omicidio e la colpevolezza.

Ritratto di stock47

stock47

Mer, 23/09/2015 - 17:44

2- Addirittura parlano di omicidio efferato, come se ne fossero stati testimoni mentre nessuno sa un accidente di niente. Non si può condannare un uomo in base a SUPPOSTE immaginarie. Le SUPPOSTE se le dovrebbero mettere nel di dietro di chi le suppone. Prove VERE E NON ONANISMO MENTALE.