Expo, pg Milano: "Processare Sala". Ma non per turbativa

La procura generale di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per falso ideologico e materiale del sindaco Giuseppe Sala, nell’ambito dell’inchiesta sui lavori della Piastra Expo

Expo, pg Milano: "Processare Sala". Ma non per turbativa

Chiesto il rinvio a giudizio per il sindaco di Milano Giuseppe Sala e di altri indagati nell’indagine sulla "Piastra" di Expo, l’infrastruttura principale da cui si è partiti per organizzare l'evento del 2015. All’epoca dei fatti Sala era amministratore delegato della società dell’Esposizione universale. Cade una delle due ipotesi di reato contestate, quella di turbativa d’asta. Resta in piedi l’ipotesi di falso ideologico e materiale per le modalità con cui nel 2012 la società sostituì un componente della commissione aggiudicatrice dell’appalto sulla Piastra. Ora cosa succede? Spetterà al giudice per l’udienza preliminare, Giovanna Campanile, decidere se rinviare a giudizio il sindaco oppure proscioglierlo dall’accusa.

L’ipotesi di turbativa d’asta era maturata in seguito ad approfondimenti investigativi tra l’avocazione dell’inchiesta da parte della procura generale nell’autunno del 2016 e la chiusura delle indagini del giugno scorso. Ora, questo reato viene stralciato in vista dell’archiviazione non solo per Sala, ma anche per gli ex dirigenti di Ilspa Antonio Giulio Rognoni e per Pierpaolo Perez. In sostanza salta tutto il capo d’accusa relativo alla presunta turbativa. Nella memoria difensiva depositata al pg Felice Isnardi nei mesi scorsi, gli avvocati del sindaco, Salvatore Scuto e Stefano Nespor, avevano sostenuto che questa imputazione sarebbe stata basata "su una ricostruzione dei fatti tendenziosa, errata e superficiale che non si è fatta carico del complesso reticolo normativo in cui la gara si è svolta, si pensi all’esistenza delle deroghe del Commissario Straordinario e ciononostante del tutto ignorate". È probabile dunque che la Procura Generale abbia riconosciuto come lecita questa flessibilità di Sala a muoversi nel dedalo giuridico della gara sulla Piastra.

Nelle chiusura delle indagini, Isnardi aveva sostenuto che l’appalto per il "verde" sarebbe stato separato da quello per la Piastra e confezionato su misura per un vivaista lombardo dietro "pressioni" anche della Regione Lombardia. Quanto all’accusa di falso, Sala è sotto accusa per avere firmato l’atto di nomina dei commissari della gara della Piastra che sulla carta è datato 17 maggio 2013 ma in realtà risulta scritto al computer il successivo 30 maggio. Ora il gup dovrà valutare se Sala agì con dolo, cioè con la consapevolezza di inserire nell’atto pubblico un falso oppure no. Nella prima indagine, poi avocata, i pm avevano sostenuto la buona fede dell’attuale sindaco.

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