Il "festival" delle ordinanze: spesa in ordine alfabetico e panchine smontate

Panchine transennate, limiti per evitare l'assalto ai supermercati e coprifuoco: ecco le curiose misure intraprese dai alcuni sindaci d'Italia

Dopo aver ricevuto le disposizioni dal governo e dai propri presidenti di Regione, alcuni i sindaci hanno firmato ordinanze curiose per tentare di arginare la diffusione del Coronavirus. Tutte si basano su un fine ben preciso: evitare assembramenti. Perciò tra panchine smontate, coprifuoco e spesa a turno in ordine alfabetico, diverse città si sono rese protagoniste di svariate misure per far fronte alle criticità. Ad esempio il comune di Forlì ha disposto il transennamento delle panchine con i classici nastri biancorossi: Gian Luca Zattini ha ritenuto necessario ricorrere a tale decisione "dopo aver constatato che si sono verificati pericolosi assembramenti".

L'amministrazione comunale di Rocca San Casciano ha invece fatto letteralmente rimuovere le panchine asportabili che si trovano all'interno del centro storico, con l'intento disincentivare la permanenza delle persone all'esterno e di "evitare gli assembramenti che si sono verificati nelle scorse mattine e per i quali abbiamo richiesto più volte l’intervento delle forze dell'ordine". A Sannicola, in provincia di Lecce, il primo cittadino ha ordinato di smontare stecche e schienali delle panchine pubbliche di Piazza della Repubblica "come deterrente agli assembramenti dei cittadini". A Pontecagnano Faiano, nel Salernitano, sono stati affissi dei cartelli che indicano il divieto di sedersi: "È severamente vietato sostare sulle panchine, il divano di casa è più comodo".

Spesa e coprifuoco

Tra le ordinanze "bizzarre" anche quella del sindaco di Angri. Ci si può recare nei negozi alimentari soltanto una volta alla settimana e rispettando un calendario suddiviso in base all'iniziale del cognome del capofamiglia o del responsabile della scheda di famiglia: dalla A alla B si esce solo il lunedì, dalla C alla D solo il martedì, dalla E alla K il mercoledì, dalla L alla O il giovedì, dalla P alla R il venerdì e dalla S alla Z il sabato. Il primo cittadino ha spiegato che questa ulteriore misura di restrizione della mobilità è stata dettata dal fatto che "c'è bisogno della massima allerta. Noi siamo in guerra e ho la sensazione che qualcuno ancora non lo abbia capito".

A Cinquefrondi è scattato il coprifuoco: nel piccolo Comune in provincia di Reggio Calabria è stato disposto il divieto di circolazione dei veicoli e dei pedoni dalle ore 22.00 alle ore 5.00 se non per comprovati motivi, cioè "comprovate esigenze lavorative, motivi di salute o rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza".

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Commenti

Una-mattina-mi-...

Lun, 23/03/2020 - 17:48

Nel medioevo tecnologico si torna all'epoca dei Comuni con tanto di persecuzione degli untori...