Forlì, padre uccide la figlia disabile e poi si spara alla testa

La mossa disperata di un 73enne della provincia di Forlì: temeva di non riuscire ad assistere la figlia disabile durante la vecchiaia

Un uomo ha ucciso la figlia disabile e poi si è sparato a Meldola, sull'Appennino forlivese. La tragica vicenda sarebbe stata causata dalla disperazione dell'uomo che non riusciva più a sostenere i costi dell'assistenza alla figlia.

Francesco Giacchini, pensionato 73enne, ha sparato alla figlia Elisa, di 44 anni, questa mattina intorno alle 8. Quindi ha rivolto l'arma contro di sè, ferendosi in modo grave. Ora è sospeso fra la vita e la morte, ricoverato in prognosi riservata al reparto rianimazione dell'ospedale Bufalini di Cesena.

L'uomo era con la figlia e la moglie in casa, in attesa di un mezzo che ogni mattina trasportava la figlia in una struttura assistenziale per disabili. All'improvviso ha estratto l'arma, regolarmente detenuta, e ha ucciso la figlia con un singolo colpo. Poi ha puntato la pistola contro la propria testa e ha fatto fuoco una seconda volta.

Inutili i tentativi di rianimazione della donna da parte dei soccorritori del 118, che pure sono giunti immediatamente e in forze, con l'ausilio di un elicottero decollato da Ravenna. Sul caso è stata aperta un'indagine da parte dei carabinieri di Meldola, anche se per il momento la pista più accreditata è quella di un gesto disperato dovuto al timore del padre di non riuscire ad assistere la figlia durante la vecchiaia.

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Commenti

titina

Gio, 12/04/2018 - 17:30

Poveretto, è la disperazione che hanno tutti i genitori dei disabili pensando a quando loro non ci saranno più.

Ritratto di bimbo

bimbo

Gio, 12/04/2018 - 17:45

Ma come non ha avuto l'assistenza psicologica del volontariato che evidentemente anche loro lavorano per i soldi? Be così alla fine, poi, bisogna prendere la situazione in mano.

Ritratto di makko55

makko55

Gio, 12/04/2018 - 17:54

Disperazione inimmaginabile di un padre, sembrerà cinico ma spero raggiunga la sua creatura altrimenti sarebbe condannato a vita .

accanove

Gio, 12/04/2018 - 18:17

non oso neppure immaginare l'angoscia di questo genitore non più nel fiore con una figlia bisognosa, spero siano entrambi finalmente sereni e che le sofferenze patite valgano qualcosa in un eventuale giudizio supremo che non può assolutamente essere il nostro.

Anonimo (non verificato)

Martinico

Gio, 12/04/2018 - 19:12

Disperazione pura. Grande dispiacere per qualsiasi genitore nelle stesse condizioni. Che il Signore abbia pietà di questo papà.

Ritratto di bobirons

bobirons

Gio, 12/04/2018 - 19:30

Da genitore, fortunatamente di prole normodotata, non posso che esprimere tutta la mia solidarietà a questo padre, il cui tormento interiore deve essere stato devastante, specialmente se si pensa alla latitanza di uno Stato che, mentre elargisce laute prebende alla casta ed amici, oltre che mantenere orde d'invasori, non ha saputo provvedere al ricovero e mantenimento di una povera donna che la sorte aveva già abbondantemente avversato.

27Adriano

Gio, 12/04/2018 - 19:31

Mi dispiace tantissimo. Certe situazioni sono molto pesanti.

Ritratto di bobirons

bobirons

Gio, 12/04/2018 - 20:18

04.12 – forlì – 19.30 Da genitore, fortunatamente di prole normodotata, non posso che esprimere tutta la mia solidarietà a questo padre, il cui tormento interiore deve essere stato devastante, specialmente se si pensa alla latitanza di uno Stato che, mentre elargisce laute prebende alla casta ed amici, oltre che mantenere orde d'invasori, non ha saputo provvedere al ricovero e mantenimento di una povera donna che la sorte aveva già abbondantemente avversato.