Gaia e Camilla, post della Palombelli: "Da giovane ero scellerata, stop ipocrisie"

Le parole di Barbara Palombelli che "da antropologa e persona non ipocrita", tratta su Facebook dei giovani di oggi e di ieri, dei riti d'iniziazione, delle prove di coraggio e irresponabilità che costellano il passaggio dall'infanzia all'età adulta

I funerali di Gaia e Camilla, le ragazze di 16 anni investite e uccise dall'auto di Pietro Genovese in Corso Francia a Roma, non hanno placato le discussioni, i litigi e il dibattito attorno all'incidente che da giorni riempie le pagine dei quotidiani nazionali. Sull'argomento è intervenuta anche Barbara Palombelli, che senza mai citare il caso ha pubblicato sul suo profilo Facebook un lungo post in cui racconta della sua giovinezza.

Il messaggio: "Basta ipocrisie"

Oggi, il 20enne che ha investito le ragazze e per questo motivo si trova agli arresti domiciliari con l'accusa di omicidio stradale plurimo, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Bernadette Nicotra per l'interrogatorio di garanzia. Secondo quanto riportano il Corriere della Sera e il Messaggero, Pietro Genovese avrebbe dichiarato "Non le ho viste: sono sbucate all'improvviso, ma era verde".

Ma a tenere banco sull'incidente sono le parole di Barbara Palombelli che "da antropologa e persona non ipocrita", tratta su Facebook dei giovani di oggi e di ieri, dei riti d'iniziazione, delle prove di coraggio e irresponabilità che costellano il passaggio dall'infanzia all'età adulta. Sul social network creato da Mark Zuckenberg, la giornalista, che tutte le sere accompagna la cena degli italiani con il programma Stasera Italia, rivela: "Ero una scellerata, correvo in moto senza l’età e senza casco, passavo col rosso, con i miei cugini scendevamo in bici contromano la salita di Anzio, prendevamo il gommone e ci tuffavamo col motore acceso, nell’euforia degli anni Sessanta gli zii cacciatori ci facevano sparare e ci imponevano prove di coraggio...".

E ancora: "Potrei continuare all’infinito: da piazza Euclide su Corso Francia sulle Laverda 750...Non mi sono mai drogata e non ho mai bevuto ma quando potevo, come tutti gli adolescenti del mondo, sfidavo la morte per iniziare la vita...Sono più umile di tanti di voi e credo di essere soltanto una fortunata sopravvissuta..."La Palombelli infine conclude il suo flusso di pensiero con un augurio e la richiesta di cessare le ipocrisie: "Purtroppo vedo tante ragazze e tanti ragazzi, privati dall’ansia dei genitori delle sfide classiche (moto, sci, avventure) che si ritrovano poi a sfidare la morte in altri modi... si chiudono in casa (i maschi) smettono di mangiare o mangiano troppo (le femmine) o facendo altro...La verità è che al rito di iniziazione non si sfugge!!! Auguri e vi prego: basta ipocrisie!!!!". (Clicca qui per vedere il post)

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