Gallarate, presa la banda che faceva esplodere i Bancomat

Tre uomini di 29 e 30 anni, foggiani, usavano tecniche para militari per assaltare le banche e rubare il contante contenuto nelle casseforti degli sportelli che facevano scoppiare con ordigni rudimentali

Gallarate, presa la banda che faceva esplodere i Bancomat

Sono finiti in manette i tre uomini che con tecniche para militari assaltavano le banche nel Varesotto e facevano esplodere gli sportelli dei bancomat.

Il trio, composto da due ventinovenni e un trentenne foggiani, disoccupati, due residenti a Foggia, uno domiciliato a Pesaro, è stato fermato stamattina dai Carabinieri della Compagnia di Gallarate con il supporto dei colleghi di Foggia e di Pesaro che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Busto Arsizio.

I tre sono ritenuti responsabili a vario titolo di furto aggravato e ricettazione. Due erano già noti alle Forze dell’ordine perché gravati da precedenti specifici in materia di furti e droga. L’indagine, denominata “Marmotta” dal nome gergale dell’ordigno rudimentale usato per far saltare le casseforti, coordinata dalla Procura della Repubblica di Busto, aveva preso avvio a seguito dell’esplosione nel 2017 di tre sportelli a Somma Lombardo e a Mornago che aveva fruttato ai malviventi un bottino di 50mila euro.

Analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza i Carabinieri sono risaliti alle autovetture utilizzate. Gli arrestati adottavano procedure para militari: ricognizioni, apposizione di targhe rubate sulle auto, esecuzioni veloci. Sfondavano le vetrine della banca con un ariete e foravano lo sportello Bancomat per inserirvi il dispositivo esplosivo che li sventrava.

Determinante il contributo del RIS di Parma: sulla Golf rintracciata a Foggia con targa originale sono state trovate tracce di esplosivo. I Carabinieri hanno sequestrato candelotti di materiale pirotecnico e un ordigno rimasto inesploso durante il primo tentativo di furto a Somma Lombardo.

I tre uomini sono stati tradotti alle Case circondariali di Foggia e di Pesaro.

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