Tra Gaza e Lecce, l'amore di Emanuela e Abuowda

Lei è una donna italiana, lui un palestinese che, nonostante il visto ottenuto dopo il matrimonio, non riesce a lasciare la Striscia di Gaza per ricongiungersi in Italia con la sua famiglia. La moglie, in un videomessaggio, chiede aiuto alle autorità italiane

È l'amore che va oltre i confini. È l'amore che va oltre le guerre, quello tra Emanuela e Abuowda Mohammed. Si tratta di una donna di 44 anni di Copertino, un Comune in provincia di Lecce, ed un uomo di 37 anni originario dei territori palestinesi.
I due sono diventati marito e moglie il 25 ottobre del 2017 convinti che da quella data avrebbero potuto vivere insieme nel Leccese. Invece così ancora non è. Abouowda vive ancora nella Striscia di Gaza, non riesce a oltrepassare la frontiera nonostante sia in possesso del visto italiano.

Emanuela ha lanciato un video in cui chiede aiuto alle istituzioni competenti italiane di aiutarla "a condurre una vita normale con mio marito e mio figlio di 11 anni". A pubblicare per primo l'appello della donna è stato ilgiornale on line "Daily Muslim".
Abuowda dopo il matrimonio ha ottenuto il visto per poter vivere in Italia, ma "ha provato sei volte a lasciare Gaza, ma non c'è riuscito. Tre di queste volte c'ero anche io e lo hanno rimandato indietro" dichiara nel video la moglie.

La donna vive da due anni a questa parte a vivere divisa tra la Puglia e Gaza, "sono costretta a lasciare mio figlio in Italia per poter trascorrere un po' di tempo con mio marito e poi, al contrario, sono costretta a lasciare mio marito per poter stare con mio figlio" continua la donna nel videomessaggio girato a Gaza. Il marito, palestinese, ha sempre provato a valicare il confine della Striscia di Gaza, da sempre teatro di guerra, dal lato egiziano, inutilmente. "Alla frontiera israeliana abbiamo sempre evitato di avvicinarci perché mio marito per dieci anni ha lavorato in un ospedale della zona gestito da uno dei partiti che ora detengono il potere al Governo e potrebbero esserci dei problemi al confine pur non avendo mio marito mai partecipato alla vita politica del paese" continua la 44enne.

Entrambi, marito e moglie, hanno perso il lavoro. Lei per poter dividersi tra l'Italia e la Striscia di Gaza e lui perché, una volta ottenuto il visto, era convinto di potersi trasferire nel paese di Emanuela.
"Ogni volta che sono stata a Gaza ci sono stati dei bombardamenti, la vita qui è pericolosa" dichiara la donna che fa appello, come detto, alle istituzioni italiane per poter condurre una vita matrimoniale come tutti e poter vedere la sua famiglia riunita. "Mi sono rivolta al consolato egiziano, ma mi hanno detto che mio marito non poteva superare la frontiera perché non era in possesso di un passaporto italiano e che loro non possono far nulla" continua la Franco che non si dà pace per la situazione.

"Se non volete aiutare lui, aiutate me ad avere una vita normale" conclude la donna. Il marito, inoltre, necessita di un intervento alla schiena "che rimanda sempre nella speranza di poter partire alla volta dell'Italia".
Emanuela e Abuowda vivono così il loro matrimonio, appesi al filo della speranza dimostrando al mondo intero che l'amore, quello vero, esiste e sa attendere.