Genitori chiedono al tribunale di cambiare sesso al figlio 13enne

L’operazione potrà avvenire solo con la maggiore età. I genitori hanno chiesto anche di dare un nome femminile al ragazzino: Greta

Genitori chiedono al tribunale di cambiare sesso al figlio 13enne

Ecco la storia di due genitori che hanno capito la vera natura di loro figlio e stanno cercando in tutti i modi di aiutarlo e assecondarlo. Tanto da decidere di rivolgersi al tribunale per chiedere un intervento chirurgico per cambiare sesso al 13enne. La legge però vieta operazioni del genere su minori: il ragazzino dovrà aspettare quindi la maggiore età. Intanto però mamma e papà hanno chiesto anche di poter dare un nome femminile a loro figlio. Una pm sarebbe d’accordo con loro. Alla prima udienza, erano presenti i genitori, insieme al loro avvocato e a uno psicologo, oltre al pubblico ministero Cristina D’Aniello.

Figlio vuole cambiare sesso e i genitori lo aiutano

Andiamo per ordine. Il ragazzino in questione già alle elementari aveva capito che la sua anima non era in accordo con il corpo maschile che aveva all’esterno. Così a 12 anni aveva pensato di presentarsi in classe con un nome femminile. Il fatto si svolge a Ravenna e lo scorso novembre se ne erano occupate anche Le Iene. La storia si è evoluta nel tempo e i genitori del giovane hanno deciso di seguire i desideri del figlio e chiedere al Tribunale di Ravenna l’intervento per cambiare sesso e poter dare un nome femminile al ragazzo. L’operazione chirurgica potrà avvenire però solo una volta compiuti i 18 anni. Ma su questo la madre è d'accordo, deve essere una decisione che spetterà solo al figlio quando sarà maggiorenne. Si attende il verdetto, intanto però il pm Cristina D’Aniello sarebbe favorevole alla richiesta del giudice Antonella Allegra della Procura di Ravenna.

La storia di Greta, imprigionata in un corpo che non le appartiene

Alle telecamere della trasmissione Le Iene, il 13enne aveva spiegato la sua storia con grande maturità: “Mi prendevano in giro, mi chiamavano frocio, ma credo che siano i bulli ad avere un problema. Noi sappiamo cosa siamo e cosa vogliamo”. Fin da bambino si chiedeva per quale motivo le sue compagne avessero il ciclo mestruale e lui invece no. Oltre a un disagio marcato nel rapportarsi con i coetanei, che spesso lo ignoravano. “Il mio corpo non è sbagliato, è un corpo che riuscirò ad adattare a ciò che sento” aveva concluso il ragazzo.

Secondo le dichiarazioni della mamma Cinzia, il figlio, che lei chiama Greta, aveva già manifestato comportamenti femminili a soli 3-4 anni di età. I genitori però non avevano dato importanza a quanto stava avvenendo. Poteva benissimo essere scambiato per un comportamento infantile. Invece con l’arrivo dell’adolescenza si è fatta strada anche la consapevolezza di voler essere donna. All’età di 13 anni Greta ha preso coraggio e ha prima parlato con il papà e dopo con la mamma. “Ed è stata una liberazione per noi. Finalmente abbiamo capito. E abbiamo capito che la questione è ben definita. Siamo al suo fianco e la proteggiamo anche dall’indifferenza e a volte dalla cattiveria degli altri. Ora Greta sa che ci sono tante altre adolescenti con la sua stessa consapevolezza. Parlarne con noi e quindi essere compresa è stata la sua salvezza. Ci ha confidato che se non fosse riuscita a farsi capire da noi le cose si sarebbero messe molto male per lei”. Adesso spetta al giudice aiutare Greta a perseguire il suo obiettivo di vita.