A Genova il covo di una delle gang dello spray al peperoncino

Un arsenale di spray al peperoncino e una mappa con i futuri obiettivi da colpire: è quanto gli inquirenti hanno trovato in una casa di vico Macellari, a Genova, nell'abitazione del capo di una delle famigerate bande del peperoncino

A Genova il covo di una delle gang dello spray al peperoncino

Un arsenale di bombolette spray al peperoncino pronte all'uso. Vicino, una mappa dei concerti e degli appuntamenti musicali dove avrebbero potuto colpire, spruzzando in aria la micidiale sostanza. È quanto stato trovato in vico Macellari, a Genova, nella casa di uno dei membri della cosiddetta banda del peperoncino, la seconda dopo quella arrestata a Torino lo scorso mese di aprile. Per gli investigatori, l'abitazione dove è avvenuto il sequestro è la casa del capo della gang. A riferirlo è il Secolo XIX.

Le indagini hanno messo a nudo le responsabilità della banda, accusata di avere portato a termine negli ultimi mesi vari colpi tra il nord e il centro Italia. Il modus operandi era sempre lo stesso. I membri dell'associazione criminale si infiltravano in ambienti affollati, quasi sempre in occasione di concerti. E lì scattava il piano. Una o più persone tiravano fuori lo spray urticante e lo spruzzavano in aria, approfittando della confusione per fare razzia di portafogli, gioielli e telefonini. Lo stesso modo di agire dell'altra gang che lo scorso anno a Torino - in occasione della finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid - aveva scatenato il panico in piazza San Carlo provocando un morto e 1256 feriti. Poi, nell'aprile di quest'anno, l'arresto di otto persone.

Come scrive il Corriere della Sera, dall'informativa pubblicata dalla polizia emerge che le due bande fossero in contatto tra di loro. Le forze dell'ordine documentano telefonate, messaggi e chat su whatsapp tra i capi delle due gang. Insomma, non ci sono dubbi sull'esistenza di un filo conduttore tra i due gruppi. Chissà se il 17enne fermato per avere spruzzato lo spray al peperoncino all'interno della "Lanterna azzurra" di Corinaldo, provocando la morte di sei persone, si sia proprio ispirato a loro.

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