Effetti collaterali, durata, dosi. Ecco 9 risposte sul vaccino

Entro dicembre alcuni stati si preparano alla campagna di vaccinazione contro il coronavirus che, a gennaio, dovrebbe aver inizio anche in Italia. Qualche risposta alle tante domande.

Effetti collaterali, durata, dosi. Ecco 9 risposte sul vaccino

L’Inghilterra apre la campagna di vaccinazione Pfizer contro il coronavirus e anche la Regina Elisabetta assumerà la dose prevista: un gesto che sicuramente aiuterà a superare l’esitazione di quanti dubitano sulla rapidità con cui i vaccini sono stati sviluppati. Entro dicembre altre nazioni si preparano alla campagna di vaccinazione e, a gennaio, dovrebbe aver inizio anche in Italia. Motivo in più per offrire qualche risposta ai molti dubbi grazie ad alcune informazioni diramate dal governo inglese e dal 'think tank' di Chatham House.

Cos'è il vaccino Pfizer?

È un nuovo tipo di vaccino a RNA che utilizza un frammento del codice genetico del virus racchiuso in una minuscola bolla di grasso per poterlo introdurre nelle cellule del corpo umano. Gli ingredienti esatti del vaccino non sono stati resi pubblici, ma possiamo desumere che possieda alcuni elementi simili agli altri, come ad esempio l'alluminio. Il vaccino viene somministrato in due dosi - a tre settimane di distanza - e offre una protezione fino al 95% contro Covid-19. È il primo vaccino a RNA approvato per l'uso negli esseri umani. Non è stato mai usato prima, anche se la modalità era già studiata e somministrato nel corso di studi clinici di altre malattie.


Il vaccino è solo prodotto solo da Pfizer?

Il vaccino che aprirà la campagna di vaccinazioni è stato progettato e sviluppato da Pfizer e BioNtech e ne detengono la proprietà intellettuale e hanno la capacità di produzione per produrre 1,3 miliardi di dosi entro la fine del prossimo anno, anche se potrebbero collaborare con altri per aumentare la capacità. Oltre a Pfizer sono nelle fasi finali di sviluppo una dozzina di vaccini compresi quelli prodotti dall'Università di Oxford/AstraZeneca e Moderna hanno avuto successo nelle prove. Molti paesi hanno ordinato la fornitura di entrambi.

Come funziona?

Con una semplice iniezione sul braccio si introduce una forma inoffensiva del virus, ‘disarmata’ in laboratorio. Immediatamente il nostro sistema immunitario riconosce l’intruso e si mette in allarme per distruggerlo. A quel punto il nostro corpo sarà in grado di riconoscere quel virus e pronto a difendersi se attaccato.

Potrebbe avere effetti collaterali?

Tutti i farmaci non sono sicuri al 100%: anche quelli che usiamo di più, come il paracetamolo, hanno controindicazioni. Finora i dati dicono che su 43.500 persone nessuno ha avuto problemi, tranne lievi disturbi, come mal di testa e dolori muscolari entro poche ore dall’assunzione. Tuttavia, sappiamo dall’esperienza che quando milioni di persone vengono immunizzate possono emergere effetti collaterali, anche se rari.

Offrirà una protezione duratura?

Non si hanno ancora sufficienti dati per saperlo e si scoprirà solo con l’utilizzo, ma se l'immunità non durasse si useranno vaccini annuali, come per l'influenza. Oggi non si sa ancora se il vaccino impedisca di prendere e diffondere il virus o semplicemente di ammalarsi né quale sia il livello di protezione nei diversi gruppi di età. Il vaccino sembra proteggere il 94% degli adulti di età superiore ai 65 anni e i dati del suo studio suggeriscono che si attesta su valori similari in tutte le età. Alcune persone, come quelle con sistema immunitario debole, non saranno in grado di ricevere il vaccino.

Vaccinarci creerà l'immunità di gregge?

Se si vaccinano un numero sufficiente di persone all'interno di una comunità, si interromperà la catena di trasmissione del virus. Però, per ottenere l’auspicata immunità di gregge (circa 65/70% di immuni) si dovranno vaccinare più persone possibili. Per determinare la percentuale di protezione gli studiosi usano un calcolo proporzionale. Se si vaccina il 75% di una popolazione e il vaccino, come il Pfizer, è valido al 95%, significa che sarà protetto il 71% della popolazione. In proposito va sempre ricordato che pericolose malattie sono state definitivamente ridotte o debellate - come il vaiolo - proprio grazie alla vaccinazione di massa.

Come sarà il percorso di vaccinazione?

All’interno dei raggruppamenti di Stati che acquistano il vaccino (Covax Financing Group) nessun paese riceverà più del 20% della propria popolazione prima che anche gli altri siano coperti. Se ci si basa sull’esperienza inglese il percorso prevede 3 fasi di vaccinazione:

· 1° fase con copertura del 3% diretta al personale medico sanitario sociale;

· 2° fase con copertura del 20% per gli over 65 e i soggetti a rischio;

· 3° fase con copertura del 20% alla volta per il resto della popolazione con priorità per le fasce a rischio.

Perché non viene fatto solo alle persone vulnerabili?

Se si vaccinano solo i vulnerabili, si fermano le morti e si riduce il peso dei casi ospedalieri, ma non la trasmissione. Inoltre, è risaputo che le persone anziane tendono ad avere una risposta più debole alla vaccinazione e alcune persone malate, come coloro che si sottopongono ad alcune forme di trattamento del cancro, potrebbero non essere in grado di vaccinarsi.

Quando finirà quest’incubo?

Molti si augurano che gli effetti della vaccinazione possa riportarci alla nostra vecchia vita ma gli scienziati mettono il freno alle speranze. "Il vaccino metterà fine al coronavirus, ma non sappiamo quando. Questa è una pandemia globale, - dichiara la prof Azra Ghani, epidemiologa dell'Imperial College di Londra - fino a quando non avremo abbastanza vaccini per raggiungere un'ampia percentuale della popolazione, non vedremo la fine del distanziamento sociale. Considerato quanto il mondo sia interconnesso in termini di movimento di persone e commercio, ciò significa che deve essere fatto lo stesso in tutti i paesi del mondo. Un compito immenso.” Nel complesso, l'OMS stima che tra il 65% e il 70% delle persone dovrà essere immune prima che la trasmissione venga interrotta, che raggiunta la protezione di gregge.

La produzione e la distribuzione di un vaccino richiederanno tempo con evidenti diversità su scala mondiale. Quindi, rassegnamoci, i test, i blocchi, le distanze sociali e l'uso di maschere saranno una caratteristica delle nostre vite ancora per un po' e dovremo imparare a conviverci.

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