Green pass, carabinieri decimati nel paesino: solo uno al lavoro

Il caso a Tolmezzo (Udine): di undici comandati al servizio, sei sono senza green pass e tre assenti "giustificati". Il sindacato: "Alla fine solo uno ha lavorato. È grave"

Green pass, carabinieri decimati: solo uno al lavoro

Alcuni effetti collaterali del decreto sul green pass si fanno sentire. Soprattutto tra le forze dell’ordine. Il Giornale lo aveva rivelato in tempi non sospetti: tra polizia e carabinieri ci sono migliaia di divise non vaccinate, dunque prive del certificato verde. E la loro assenza dal lavoro potrebbe mettere a rischio la tenuta del sistema sicurezza. Un primo esempio pratico si è verificato proprio oggi a Tolmezzo, in provincia di Udine. Come ilGiornale.it è in grado di rivelare, al nucleo radiomobile della cittadina friulana su undici carabinieri “comandati”, nove erano assenti. Sei di loro risultano tali ai sensi del decreto sul green pass, cioè sono sprovvisti di lasciapassare. Altri tre invece sono in “assenza giustificata”, probabilmente in ferie. A questi, spiega il sindacato, si sarebbe aggiunto un altro non vaccinato. Risultato: solo una delle pattuglie è potuta uscire con la Giulietta a perlustrare il territorio. Con tutto ciò che ne consegue.

Di “storture del green pass” parla Massimiliano Zetti, segretario generale del Nuovo Sindacato Carabinieri. “Il comando compagnia di Tolmezzo, il pronto intervento è stato decimato”, spiega al Giornale.it, “Se agli organici sottodimensionati si somma la normativa sul passaporto vaccinale, ecco che si creano situazioni come queste che vanno a discapito della sicurezza dei cittadini. Oggi a Tolmezzo c’è una sola pattuglia, e questo è grave”. Sia chiaro, il sindacato è per il vaccino e rispetta la normativa sul green pass. Però non sono solo i carabinieri a sottolineare alcune criticità. Nei giorni scorsi i poliziotti avevano espresso tutta la loro ira, preventivando il “caos” odierno. Da più parti si chiede che almeno per il comparto della sicurezza lo Stato, cioè il datore di lavoro, garantisca tamponi gratuiti in modo da non gravare sugli organici già in difficoltà. “Nei reparti operativi - spiega Andrea Cecchini, di Italia Celere - l’assenza di tanti uomini mette a rischio la gestione dell’ordine pubblico”. Ma il discorso vale anche per le altre uniformi. L’Arma stima che i militari non vaccinati siano circa 5mila su 107mila operatori, 10-15mila secondo i sindacati. A questi si sommano altri circa 15mila poliziotti e 12mila agenti della penitenziaria. Anche se le cifre ballano un po’, secondo Domenico Pianese, segretario del Coisp, “la stima di 50-60mila persone non vaccinate nel comparto sicurezza è corretta”.

Come andrà a finire, lo si capirà solo nei prossimi giorni. Quando cioè la situazione sarà più chiara e i vari comandi, commissariati e presidi carcerari avranno di fronte il dato reale degli operatori senza vaccino. Intanto non mancano le polemiche. Ieri il sindacato NSC ha denunciato l’ordine che sarebbe arrivato “a tutti i militari alloggiati nelle caserme di uscire dalla camerette" in assenza del green pass. “La circolare emanata dal Comando Generale l'11 ottobre 2021 non contiene alcuna indicazione sugli accasermati - ha replicato l’Arma - Dalla lettura del Dpcm del 12 ottobre, l'aspetto è indirettamente trattato allorquando è esplicitamente previsto che al personale dichiarato assente ingiustificato per mancanza del green pass all'atto di intraprendere il lavoro, non è consentito, in alcun modo, di permanere nella struttura, anche a fini diversi. Pertanto, chi occupa posto in caserma ma non effettua il servizio, poiché in licenza o a riposo continuerà a usufruire del beneficio". In pratica, chi dorme in una caserma, se al momento di entrare in servizio risulta privo di green pass non può restare nell’edificio. Ma durante il riposo o in licenza, dunque non in servizio, potrà continuare ad usufruire del benenficio. Questione chiarita, insomma. Ma con qualche strascico.

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