Green pass, le regole e le multe per scuola, lavoro, Rsa

Il certificato sarà obbligatorio anche per la Camera dei deputati. Ecco le regole per scuola, università, locali e trasporti a lunga percorrenza. Cosa rischiano i trasgressori

Green pass, le regole per lavoro, Rsa, scuola, locali (e le multe)

Montecitorio ha approvato il decreto bis che rende obbligatorio il Green pass a scuola, all’università e sui trasporti a lunga percorrenza. Il certificato verde entrerà anche alla Camera, i deputati dovranno infatti esibire la certificazione per potervi accedere. La nuova normativa è stata approvata dall’ufficio di presidenza della Camera, che ha così esteso l’obbligo anche ai dipendenti e ai giornalisti parlamentari. Tutti i lavoratori italiani saranno uguali, al di là del fatto che siano autonomi, dipendenti pubblici o privati. Il presidente Roberto Fico ha spiegato che non vi sarà nessun privilegio. Per quanto riguarda invece il Senato la decisione verrà presa il 5 ottobre.

Il provvedimento del 21 settembre che estende l’obbligo del Green pass a 23 milioni di di lavoratori è arrivato in Gazzetta Ufficiale. Come reso noto ieri, è stato modificato in ultimo, è stata infatti cancellata la sospensione per coloro che non saranno in regola, anche se rimane l’assenza ingiustificata che vuol dire niente stipendio. Come approvato dalla Camera dei deputati, il certificato verde sarà obbligatorio anche a scuola e a bordo dei mezzi di trasporto a lunga percorrenza, come per esempio i treni, gli aerei e le navi.

Come avere il Green pass

Per chi non ha ancora il Green pass ricordiamo come si può ottenere. Devono passare 14 giorni dalla prima dose di vaccino, oppure dopo aver ricevuto la seconda, e varrà 12 mesi. Un altro modo per averlo è quello di sottoporsi a un tampone antigenico o salivare che deve dare esito negativo. In questo caso avrà valenza per 48 ore. Se il tampone è di tipo molecolare varrà invece 72 ore. Per coloro che sono guariti dopo aver avuto il virus e hanno ricevuto una dose di vaccino, la certificazione avrà una durata di 12 mesi. I mesi di validità scendono a sei se chi è guarito dal Covid non si è sottoposto all’inoculazione. I prezzi per i tamponi sono adesso calmierati: 15 euro per gli adulti e 8 euro per i minori. Il test, molecolare o antigenico, è sempre gratuito per i soggetti fragili.

Cosa cambia

Da venerdì 15 ottobre il Green pass sarà obbligatorio per tutti i lavoratori, nessuno escluso. Sarà necessario per servizi di ristorazione per il consumo al tavolo, al chiuso; per spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportive; per musei, luoghi della cultura, mostre; piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, funivie, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso; sagre e fiere, convegni e congressi; centri termali (non per trattamenti terapeutici), parchi tematici e di divertimento; centri culturali, centri sociali e ricreativi al chiuso; sale gioco, casinò. Il certificato è obbligatorio per salire a bordo dei trasporti a lunga percorrenza come aerei, treni, pullman intraregionali, navi e traghetti tranne che per i collegamenti dello stretto di Messina e con le isole Tremiti.

Scuole e università

Tutto il personale scolastico sarà obbligato ad avere la certificazione. Gli alunni non dovranno invece averlo per accedere alla struttura scolastica. Sarà comunque necessaria per i ragazzini dai 12 anni in su che, considerati come gli adulti, dovranno esibirla per fare varie attività, per accedere ai locali pubblici e alle strutture sportive. Chiunque entri in una struttura scolastica dovrà dimostrare di avere il Green pass, anche i genitori a colloquio con i professori o che accompagnano i figli in classe. Nelle università sarà obbligatorio per tutti: personale, professori e studenti.

Il controllo della certificazione

Saranno i titolari o i gestori dei locali pubblici a dover controllare che chi vi entra sia in possesso del certificato. L’autenticità verrà controllata solo davanti a una evidente incongruenza o falsificazione. Saranno i datori di lavoro a effettuare i controlli all'entrata in sede. Questi dovranno “verificare il rispetto delle prescrizioni”. Sono gli stessi“datori di lavoro a dover definire entro il 15 ottobre 2021 le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, ove possibile, che siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro, e individuano con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento e della contestazione delle violazioni”. Il datore di lavoro dovrà effettuare i controlli anche per quanto riguarda i propri dipendenti che lavorano all’esterno. Sarà il singolo cittadino a dover controllare i certificati di operai, baby sitter, colf e badanti che lavorano nella sua abitazione.

Cosa rischiano i trasgressori

Un lavoratore che arriva sul luogo di lavoro e non ha la certificazione verde dal 15 ottobre non potrà accedere e verrà “considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della certificazione” senza conseguenze disciplinari e conservando il proprio rapporto di lavoro. Ovviamente per i giorni di assenza ingiustificata non riceverà lo stipendio. Discorso diverso per il personale scolastico: al quinto giorno senza certificato scatta l’assenza ingiustificata e la sospensione dalle mansioni e dallo stipendio. Se un lavoratore non verrà trovato in regola dovrà pagare una multa che andrà dai 600 ai 1.500 euro. Sanzioni anche per i datori di lavoro che non effettueranno i dovuti controlli. In questo caso si andrà da un minimo di 400 a un massimo di mille euro. Nessuna conseguenza disciplinare. Stesso discorso per i cittadini che riceveranno lavoratori autonomi nella propria casa, sia per prestazioni occasionali che di lungo periodo.

Obbligo vaccinale per il personale sanitario

Dal 10 ottobre lo stesso obbligo varrà anche per i lavoratori che dall’esterno devono accedere alle Rsa. La vaccinazione è obbligatoria per “mantenere le condizioni di sicurezza nella cura e nell’assistenza” e perché si tratta di un "requisito essenziale” per poter svolgere la professione. Con ogni probabilità dal 15 ottobre sarà obbligatorio anche per visitatori e pazienti che vorranno accedere alle strutture ospedaliere. La decisione verrà presa dalle Aziende sanitarie locali.

Uffici giudiziari

Anche magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, i componenti delle commissioni dovranno avere la certificazione per poter accedere agli uffici giudiziari. Anche in questo caso, in mancanza di certificato l’assenza dall’ufficio “ è considerata ingiustificata con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso”.

L’accesso dei magistrati senza green pass “integra illecito disciplinare e il verbale di accertamento della violazione è trasmesso senza ritardo al titolare dell’azione disciplinare”. Sarà compito del procuratore generale presso la corte di appello verificare il rispetto delle prescrizioni, ricorrendo anche a delegati. Gli avvocati, i consulenti, i periti, i testimoni e le parti del processo non devono invece avere il Green pass per entrare nei tribunali. Rimane obbligatorio per entrare negli studi professionali.

Farmacie e tamponi

Le farmacie“sono tenute ad assicurare, sino al 31 dicembre 2021, la somministrazione di test antigenici rapidi secondo le modalità e i prezzi previsti nel protocollo”. In caso “di inosservanza della disposizione, si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 1.000 a euro 10.000 e il Prefetto territorialmente competente, tenendo conto delle esigenze di continuità del servizio di assistenza farmaceutica, può disporre la chiusura dell’attività per una durata non superiore a cinque giorni”. L’applicazione del costo calmierato deciso dal governo “è assicurata anche da tutte le strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale”.

Piccole imprese

Nelle imprese con meno di 15 dipendenti “dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, comunque per un periodo non superiore a dieci giorni, rinnovabili per una sola volta, e non oltre il predetto termine del 31 dicembre 2021”. Per il resto non cambia nulla.

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