Igor il russo, le tappe della caccia

Ecco tutte la tappe che hanno caratterizzato la caccia al pericolossissimo Igor il russo

Igor il russo, le tappe della caccia

Una fuga lunga 8 mesi. Catturato in Spagna Igor Vaclavic alias Norbert Feher, il killer di Budrio accusato di aver ucciso lo scorso 1 aprile il barista di 52 anni Davide Fabbri, durante un tentativo di rapina, e la guardia ecologica volontaria Valerio Verri, freddata nelle campagne del Mezzano (Ferrara) sette giorni dopo, l'8 aprile, durante la sua attività di anti-bracconaggio mentre era insieme al poliziotto provinciale Marco Ravaglia, rimasto ferito. A carico di Igor ci sarebbe anche l'omicidio di un metronotte nel Ravennate avvenuto nel 2015.

La fuga

Otto mesi fa l'omicida si era dato alla fuga con un Fiorino, poi abbandonato, dopo aver speronato tre pattuglie dei carabinieri armate di mitra tra Consandolo e Molinella, prima di scomparire nelle campagne tra Campotto e Marmorta, in provincia di Ferrara, in un perimetro di circa 40 chilometri.

Il fiorino

Dopo il ritrovamento della vettura erano stati repertati gli oggetti ritrovati all'interno tra cui garze, cerotti e una maglietta sporca di sangue, oltre a un giubbotto verde mimetico, alcuni viveri e una bicicletta

L'identikit

Il killer veniva descritto come profondo conoscitore delle zone del Mezzano, dove trovava rifugio da più di 10 anni: quella stessa zona tra il bolognese e il ferrarese che è stata identificata come 'zona rossà e setacciata per giorni alla ricerca del latitante serbo. Ma capace di confondere le autorità, attraverso altre identità. In un primo momento, infatti, per quanto riguarda l'identikit di Norbert Feher, si credeva fosse di origini russe per poi rivelarsi un ex militare serbo, già arrestato in due occasioni per furti e rapine nel Polesine e nell'Argentano, rispettivamente nel 2007 e nel 2010, e ricercato anche per tre rapine compiute nel 2015 e per una rapina con violenza sessuale in Serbia.

Il riconoscimento

Il killer è stato riconosciuto in modo inequivocabile da Ravaglia, la guardia ecologica ferita durante l'aggressione subita assieme a Verri. Dal suo letto del reparto di terapia intensiva dell'ospedale Bufalini di Cesena ha ricostruito quanto accaduto: dopo aver fermato Igor nelle campagne del Mezzano per un controllo anti-bracconaggio, il fuggitivo ha sparato quattro colpi contro Ravaglia e uno contro Verri, uccidendolo con la stessa pistola che aveva ucciso il barista.

La pistola

Arma sottratta pochi giorni prima dell'omicidio di Budrio. Nella notte tra il 29 e il 30 marzo, infatti, una guardia giurata è stata aggredita a Consandolo: alle 2:30 circa, un uomo armato di fucile ha disarmato un dipendente della Securpol accorso per un allarme scattato in una piadineria. L'arma sottratta era una Smith&Wesson argentata calibro 9×21: la stessa che il primo aprile ha ucciso Fabbri e, una settimana dopo, Verri.

Le altre vittime

E altre tre vittime si aggiungono, purtroppo, al numero delle persone che hanno perso la vita durante la caccia al killer di Budrio: durante le fasi del suo arresto in Spagna, infatti - come riporta la Guardia Civil su Twitter - viene indicato come autore dell'omicidio di due poliziotti e di una terza persona.

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