"Italia sempre più nel mirino"

L'allarme degli 007 italiani sul rischio jihadismo: cresce il numero di foreign fighters che parte dal nostro Paese

"Italia sempre più nel mirino"

Il rischio terrorismo cresce anche in Italia. Lo dicono ora anche gli 007 italiani che hanno inviato al Parlamento una relazione inquietante sullo stato della sicurezza nel nostro Paese.

Stando all'intelligence, infatti, l'Italia "appare sempre più esposta" alla minaccia jihadista. Del resto, rilevano i servizi, nella propaganda jihadista non sono mancati i riferimenti all'Italia come nemico per i suoi rapporti con Usa e Israele e per il suo impegno contro il terrorismo. Inoltre il Giubileo e le nuove generazioni di "aspiranti mujahidin" sempre più sedotti dall'Isis fanno alzare l'allerta. E, anche se non ci sono specifici riscontri di piani terroristici in Italia, per i nostri servizi "è da ritenere elevato il rischio di nuove azioni in territorio europeo, con attacchi eclatanti sullo stile di quelli di Parigi".

I rischi, inoltre, arrivano sì da emissari dello Stato Islamico inviati ad hoc, mescolati tra i migranti che da mesi e soprattutto dalla Siria arrivano sulle nostre coste. Un rischio che il rischio "si presenta più concreto" lungo la rotta balcanica. Ma anche dai foreign fighters (che sono sempre più nel nostro Paese) e da militanti addestrati già presenti in Europa. A spaventare è soprattutto un "inquietante salto di qualità strategico della sfida posta dal terrorismo internazionale". Se infatti sul piano militare il Califfato arretra, c'è una "proiezione extraterritoriale" di tipo terroristico, al punto che gli attacchi di Parigi mostrano "forme di coordinamento orizzontale flessibile - seppure stabile e continuativo grazie anche alle comunicazioni su social network e chat criptate - tra una direzione centrale, presente in territorio siriano o iracheno, e cellule delocalizzate, chiamate a gestire in autonomia i dettagli della pianificazione operativa, calibrando logistica, obiettivi, tempi e luoghi secondo capacità ed opportunità".

E la minaccia è portata avanti da diversi attori: jihadisti individuali che si radicalizzano sul web, lupi solitari e microcellule presenti in Occidente, foreign fighters di ritorno. Un "ulteriore elemento di pericolo" arriva poi dal rischio emulazione degli attentati francesi, portati avanti contro soft target per i quali "è impensabile poter assicurare la protezione fisica". "La minaccia così delineata che può concretizzarsi per mano di un novero diversificato di attori, rende il rischio zero oggettivamente impossibile", spiegano i servizi.

Commenti