"L’obbligo vaccinale non è un’eresia"

I dati delle prossime due settimane condizioneranno in maniera decisiva le scelte del governo in vista del prossimo autunno

Il ministro Maria Stella Gelmini
Il ministro Maria Stella Gelmini

Ancora una quindicina di giorni e poi, terminato il periodo delle vacanze, il governo dovrà assumere nuove decisioni per ciò che riguarda le misure di contenimento del Covid-19 in previsione dell’arrivo dell’autunno. L’idea è di estendere a più settori il vincolo del Green pass, ma allo studio degli esperti c’è anche la possibilità di prevedere l’obbligo vaccinale per alcune categorie specifiche. Non lo esclude il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini che, in un’intervista al Corriere della Sera, ha affermato: “Non è un’eresia”.

I dati delle prossime due settimane condizioneranno in maniera decisiva le scelte del governo, anche perché nel mese di agosto, per ovvi motivi, la campagna vaccinale si è praticamente bloccata. La ripresa dovrà dare nuovo impulso alle vaccinazioni, dato che, con molta probabilità, il ritorno a scuola e nei luoghi di lavoro potrebbe far risalire la curva dei contagi. “Anche se – ha detto il ministro Gelmini – senza le gravi conseguenze a cui eravamo abituati”.

A preoccupare maggiormente è il settore dei trasporti, ma sullo smart working come deterrente contro il Coronavirus la Gelmini è cauta. In prospettiva, la scelta di avviare una campagna vaccinale di massa ha lo scopo di tornare alla normalità. Lavorare da casa resta solo un’opportunità, al di là dei contagi. “Non abbiamo acquistato oltre 100 milioni di dosi di vaccini – ha spiegato il ministro – per far rimanere gli italiani nelle loro abitazioni”. Sull’obbligatorietà della vaccinazione per i servizi pubblici la Gelmini è d’accordo con il collega Renato Brunetta.

Il ministro per gli Affari regionali ci tiene a precisare che dovrà essere il Parlamento ad assumere una decisione del genere, ma “il vaccino sarebbe indispensabile per chi fa front office nella Pubblica amministrazione – ha continuato la Gelmini – e per chi lavora nei servizi pubblici. Del resto l'obbligo vaccinale esiste già per alcune malattie”. L’esponente di Forza Italia, comunque, si affida ai dati dei prossimi mesi: se non si dovesse arrivare a vaccinare l’80% della popolazione, l’obbligo dell'antidoto potrebbe essere una soluzione valida.

Sul Recovery Plan e sulle riforme, infine, il ministro è ottimista. Nessun attacco alle imprese. “Abbiamo predisposto la cassetta degli attrezzi – ha concluso la Gelmini – per poter spendere bene le risorse europee e faremo le riforme necessarie nei tempi previsti. Riforme che metteranno il turbo all’economia e che aiuteranno aziende e lavoratori”.

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