L'arcivescovo di Bologna sui migranti: "Morti per i porti chiusi"

Una veglia per i migranti a Bologna. Monsignor Zuppi ha sostenuto che alcuni di questi sono morti "perché i porti erano chiusi". Poi la difesa del cardinal Ravasi: l'arcivescovo ha bollato come inaccettabili gli insulti ricevuti dal porporato italiano via web

L'arcivescovo di Bologna sui migranti: "Morti per i porti chiusi"

L'arcivescovo di Bologna, Monsignor Matteo Zuppi, è tornato a parlare dei migranti durante una veglia organizzata per la serata di ieri. L'evento, che è stato coordinato dalla Comunità di Sant'Egidio, era dedicato a quelle persone che hanno tentato di raggiungere il vecchio continente, ma sono morte in mare.

Zuppi, nello specifico, ha voluto ricordare i settanta profughi scomparsi qualche giorno fa dinanzi alle coste libiche: "Sono morti - ha esordito il prelato -perché i porti erano chiusi la settimana scorsa: non ci possiamo abituare a questo". Chiaro il riferimento anche a quanto accaduto con la nave Aquarius, per la quale il governo guidato dal professor Giuseppe Conte ha optato per la non disponibilità all'accoglienza.

Parole dure, quelle dell'arcivescovo, riportate anche da Repubblica:"Non dobbiamo arrenderci al male, alla stolta logica di non dare da mangiare a chi ha fame. Il giudizio è per tutti, la divisione non è tra credenti e non credenti, ma tra giusti e non giusti. Nessuno pensi di essere dalla parte giusta, il giudizio inizia da oggi. Dobbiamo essere noi il porto, accogliere ci aiuta a essere accolti. La memoria dei morti ci aiuti a difendere i vivi e a scegliere con intelligenza, determinazione ed efficacia quella umana via per cui ero straniero e mi avete accolto". Monsignor Zuppi ha difeso il cardinal Ravasi, che nel corso del dibattito sull'aprire o no i porti per far attraccare Aquarius, aveva citato il Vangelo:"Ero straniero e non mi avete accolto", aveva scritto su Twitter il porporato italiano. Uno dei passi letti ieri sera, come a ribadire l'ufficialità della posizione del Presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura. L'arcivescovo ha voluto evidenziare l'inaccettabilità degli insulti fatti pervenire a Ravasi attraverso il web in quella circostanza.

"I migranti - ha concluso il monsignore - sfidano la morte per un disperato bisogno di futuro, perché scappano da morte sicura. E lo fanno anche per altruismo, per amore verso i loro cari, come facevano i nostri nonni emigranti. Salgono sui barconi consapevoli del rischio, ma la disperazione è più forte della paura". La Chiesa cattolica continua a non ritenere "cristiana" la misura della chiusura dei porti.

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