Lecce, detenuto magrebino ferisce e manda in ospedale poliziotto

L'Osapp annuncia la prosecuzione dello stato di agitazione, e punta il dito contro le istituzioni: "I rappresentanti del governo poco hanno fatto se non peggiorate le gravissime carenze che da troppo tempo attanagliano il sistema"

Nuovo grave episodio di aggressione ai danni di un agente di polizia penitenziaria, impegnato nello svolgimento delle proprie mansioni, ad opera di un detenuto extracomunitario, ed ancora una volta la notizia arriva dalla casa circondariale di Lecce.

Secondo quanto riferito dall'Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria (Osapp), e riportato dalla stampa locale, i fatti si sono svolti durante il pomeriggio della giornata di ieri, lunedì 20 gennaio.

Sono all'incirca le ore 15, quando uno degli agenti in servizio nel carcere di "Borgo San Nicola" si appresta a ricondurre in cella un detenuto di nazionalità marocchina ristretto nel Reparto di elevato indice di sicurezza (Reis), collocato all'interno del blocco C 1.

Il nordafricano, tuttavia, non ha alcuna intenzione di tornare dietro le sbarre, o quantomeno di agevolare in modo collaborativo l'operazione del poliziotto che lo sta scortando.

Dopo aver puntato i piedi, il magrebino si rifiuta di far ritorno nella propria camera di costrizione, e si scaglia con violenza contro l'assistente capo coordinatore, facendolo finire contro un'inferriata.

La violenza dell'impatto fa sbattere anche la testa all'agente il quale, nonostante la situazione e la ferita, riesce ad opporsi al facinoroso ed a chiamare a gran voce i colleghi che si trovavano nelle vicinanze.

Grazie alla collaborazione di altri due assistenti capo coordinatore, il marocchino viene bloccato, anche se continua a lottare strenuamente sferrando dei forti calci che raggiungono gli uomini in divisa. Dopo aver faticosamente respinto nuovamente il detenuto in cella, questi ultimi chiamano con urgenza il 118 per richiedere l'intervento sul posto di un ambulanza. Il poliziotto ferito è stato affidato alle cure dei sanitari dell'ospedale leccese "Vito Fazzi".

"La grave carenza degli organici, l’assenza dell’amministrazione centrale, delle istituzioni e della politica impegnate in ben altre cause, fanno della regione Puglia la più esposta a vari rischi all’interno dei penitenziari", denuncia il segretario generale aggiunto dell'Osapp Pasquale Montesano, come riportato da "Lecce News 24".

"Nell’auspicio che nulla accada, non possiamo non rimarcare precise responsabilità per le criticità che quotidianamente si verificano e che solo grazie allo spirito di sacrificio, alla professionalità e al senso di appartenenza degli uomini e delle donne del corpo e di tutti gli operatori sono contenute", aggiunge Montesano.

"Gli episodi verificatisi negli ultimi mesi ai danni degli agenti, costituiscono un evidente segnale di come le organizzazioni criminali stiano adottando una strategia della tensione e dell’intimidazione nei confronti della polizia penitenziaria che, pressoché abbandonata a se stessa, gestisce la sicurezza nelle carceri e garantisce all’interno delle stesse il rispetto della legalità e la tutela degli interessi della collettività nazionale", ricorda ancora il segretario, che poi punta il dito anche contro le istituzioni.

"I rappresentanti del governo poco hanno fatto se non peggiorate le gravissime carenze che da troppo tempo attanagliano il sistema. Per questi motivi, ribadiamo e confermiamo lo stato di agitazione e le manifestazioni di protesta pubblica a partire dal 3 febbraio a Campobasso per continuare, poi, sul territorio pugliese", conclude.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.