Lecco, cacciato dalla squadra di calcio a 8 anni perché ritenuto "troppo scarso"

Un bambino nato nel 2011 è stato allontanato dai "pulcini" perché ritenuto dai tecnici non abbastanza dotato. L'ira dei genitori: "È un gesto scandaloso: non gliel'hanno nemmeno detto in faccia e lui l'ha capito da solo, non è stupido"

Emarginato dalla sua squadra di calcio perché considerato troppo scarso, a soli otto anni. È accaduto a Lecco e a riferire la sua frustrazione alla famiglia è stato direttamente il piccolo: "Papà, ho già capito tutto. Qui non mi vogliono più perché sono scarso". Secondo quanto riportato da Il Giorno, infatti, il piccolo nato del 2011 ha sospettato che la scuola calcio che stava frequentando da ormai due anni lo stava mandando via, proprio alla vigilia della sua prima stagione da "pulcino".

"Ci hanno detto di non portarlo più"

Questo è il secondo caso, in pochi giorni, in Lombardia: nelle scorse settimane, infatti, in una scuola calcio milanese erano stati scartati diversi giovani giocatori della stessa categoria, perché non ritenuti abbastanza bravi. A denunciare, però, questo ennesimo episodio discriminatorio a livello di settore scolastico della Figc, è stata la madre. Che ha raccontato la storia del suo bambino: "Mio figlio giocava da due anni in una società della provincia di Lecco (a Cernusco Lombardone), ma al termine della scorsa stagione, quando già erano iniziati gli allenamenti con i nuovi tecnici, ci è stato comunicato che nostro figlio non era 'più gradito per l'anno successivo perché troppo scarso'. Alla nostra richiesta di portare comunque il bambino anche solo agli allenamenti per farlo giocare con i suoi amichetti ci è stato risposto di 'no perché avrebbe abbassato il livello della squadra'".

Un gesto "scandaloso"

Il padre ha continuato a spiegare come era iniziato il percorso del figlio con la squadra affiliata al Monza: "Sapevamo che in quella società si facevano delle selezioni, ma non con bambini così piccoli. E poi i dirigenti ci assicurarono: 'Nessun taglio'. E invece siamo stati convocati a giugno, dopo la riunione di fine anno in cui erano stati presentati i nuovi allenatori. Neppure hanno trovato il coraggio di dirglielo in faccia, mio figlio l'ha capito da solo. Non è stupido". La madre del piccolo, che ha definito il gesto della squadra "scandaloso", ha chiesto che situazioni come questa vengano fermate. E il marito ha aggiunto: "Ci siamo sentiti presi in giro: prima il presidente ha fatto finta di non sapere, poi abbiamo mandato mail alla Figc, ma nessuno ci ha mai risposto".

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Commenti

cgf

Gio, 10/10/2019 - 14:06

è indubbio che le selezioni della vita cominciano già il primo giorno di scuola elementare, chi non vuole capirlo è una di quelle persone che quel giorno non lo ha ancora passato. Se invece avesse fatto capirebbe subito che deve prendere in mano la situazione e creare nuovi interessi. Il mondo è pieno di aspirazioni mancate che sono sfociate in professioni migliori, parlando di calcio mi viene in mente un caso simili, squadra che ha militato anche in Seria A, ma allora era meno della B, un ragazzo esile, bravino, già titolare, vuoi che quel giorno il coach fosse di traverso o altro, gli disse di tutto e di più. Lui non la prese benissimo, ma abbandonando raduni, allenamenti, partite anche in trasferta, ha avuto più tempo per studiare, divenuto inge 110+lode, conteso da multinazionali ed in vita sua guadagnerà più di un calciatore. Poi Gordon Ramsay, ex calciatore ma potrebbe esserlo ancora oggi a 52 anni?

marcogd

Gio, 10/10/2019 - 14:26

In che mondo vivete? Oggi non esiste più il divertimento, chiunque provi a far fare uno sport qualunque ai figli scopre che o accetta l'attività agonistica - con impegni correlati di tempo,costi e impatto psicologico sui bimbi- o lo tiene a casa, niente più via di mezzo