Livorno, detenuti portati al mare. E i poliziotti fanno i "bagnini"

La decisione del direttore del carcere della Gorgona ha suscitato la dura reazione del sindacato di Polizia penitenziaria Sappe

Ha creato molto scalpore la decisione del direttore del carcere dell’isola di Gorgona che ha organizzato l’attività “Bagni a mare” a favore dei detenuti del penitenziario di Livorno.

I detenuti sono stati mandati a mare per fare i bagni, con gli agenti di custodia in veste di bagnini.
Una scelta alquanto singolare che sta facendo discutere. A darne notizia è il Sappe, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria che ha chiesto l’intervento del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede "perché revochi l’iniziativa" autorizzata lo scorso 13 luglio.

I detenuti si sono recati, insieme agli agenti penitenziari, a “Cala Martina”, una delle spiagge più belle del golfo di Follonica in Toscana. I bagni sono stati autorizzati tutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 11.00. Quello che fa molto discutere è soprattutto la scelta della località. Si tratta di una zona "impervia, inospitale, fatta da ripide scogliere che scendono in profonde acque (cioè priva di una normale battigia). Siamo sconcertati" fanno sapere i sindacalisti della Polizia penitenziaria. Ci potrebbero infatti essere dei rischi per l'incolumità dei carcerati e degli stessi agenti.

Diversi gli interrogativi sollevati da Donato Capece, segretario generale del Sappe: "In quali condizioni il poliziotto dovrà svolgere tale servizio: dovrà sostare in piedi per un’ora e trenta esposto alle intemperie? Quali indumenti dovrà indossare? (Anche il poliziotto potrà indossare pinne, boccaio ed occhiali?) E ancora, dovrà intervenire in caso un bagnante-detenuto sia colto da malanno o peggio ancora tenti una seppure improbabile fuga? Quali mezzi di intervento avrà a sua disposizione? Quali sistemi di comunicazione o di allarme avrà in uso? Sarà impiegato solo eventuale personale in possesso della qualifica di assistente bagnante? Sarà sollevato da ogni responsabilità sia penale che disciplinare in caso di qualsivoglia evento critico?" Inoltre, per un ridimensionamento del servizio navale del corpo, la costa di Cala Martina non è più presidiata dalle motovedette della Polizia penitenziaria.

Peggio ancora se si pensa che, dando le autorizzazioni a fare il bagno a Cala Martina, non si rispetti "il divieto permanente di balneazione dell’isola di Gorgona emesso dalla regione Toscana". Insomma, tutto in piena regola. Anzi no.

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Commenti

Divoll

Mar, 16/07/2019 - 16:14

Ma le vittime di questi criminali se lo possono ancora fare un bagno al mare?

stefi84

Mar, 16/07/2019 - 16:15

Hanno fatto bene, il carcere (anche se sarebbero meglio ove possibile le pene alternative) deve servire alla rieducazione e all'inserimento del detenuto. Approvo gli esperimenti e le esperienze in tal senso.