Lobby gay, Ior e abusi sui chierichetti. Il Papa si è arreso?

Lobby gay, Ior e abusi sui chierichetti. Questioni aperte dal libro di Nuzzi, che dimostrerebbero l'esistenza di resistenze alle riforme del Papa

Lobby gay, Ior e abusi sui chierichetti. Il Papa si è arreso?

"La lobby gay sta mettendo in crisi Papa Bergoglio".Una parte delle rivelazioni del libro di Gianluigi Nuzzi, quello uscito ieri per Chiarelettere, potrebbe essere sintetizzata in questo modo. "Peccato originale", infatti, - così come sottolineato nell'edizione odierna de La Verità da Giorgio Gandola - svelerebbe come Papa Bergoglio non sia riuscito a "ridimensionare la lobby omosessuale, vera padrona Oltretevere". Stessa impossibilità d'azione, poi, starebbe riguardando lo Ior, organo per il quale il Papa non sarebbe riuscito a mettere in campo una vera e propria operazione trasparenza. E poi, soprattutto, la questione dei chierichetti, la parte più inquietante delle rivelazioni di Nuzzi e anche, con ogni probabilità, quella destinata a far parlare di più di sè: "Due sere su tre, verso le 23, entrava nella camerata dei giovani preseminaristi del Vaticano, dove le diocesi indirizzano i ragazzini di scuola media che manifestano predisposizione al sacerdozio": l'articolo pubblicato sul quotidiano diretto da Belpietro parla di un "orco", il quale poi sarebbe stato ordinato sacerdote, che "si dirigeva verso una stanzetta con due ospiti e abusava di uno di loro". Un uomo "potente", in grado di poter indicare chi "doveva andare a servire le messe del Santo Padre" e di mettere "a tacere i monsignori". Il filone centrale del libro di Nuzzi è quello riguardante Kamil Tadeusz Jarzembowski, un testimone oculare polacco di quanto avvenuto in Vaticano sino al 2014 e autore di esposti che sarebbero caduti nel vuoto e preoccupato. Kamil, attualmente, sarebbe preoccupato che l'"orco" possa un domani insegnare. Gandola approfondisce il libro di Nuzzi, scrivendo che nel leggere l'inchiesta si arriva ad avere la sensazione che "Jorge Bergoglio si sia arreso, esattamente come Joseph Ratzinger". Ma differentemente da Benedetto XVI - scrive il giornalista de La Verità - Papa Francesco non si dimetterà. Le speranze dei cattolici riposte nella "determinazione del Papa", insomma, sarebbero destinate ad essere deluse.

Nuzzi, ancora, - specifica Gandola - si sofferma sulla lobby gay, sui droga party "organizzati da monsignor Luigi Capozzi nel palazzo del Sant' Uffizio", sulla "presenza fissa di porporati nelle discoteche omosex di Roma". La lobby gay, quindi, esisterebbe ed avrebbe il proprio specifico peso all'interno delle stanze vaticane. Un consesso di prelati in grado di indebolire e di la "spinta riformista di papa Francesco". Sempre Nuzzi, poi, sottolinea come le vecchie cariche vaticane siano lungi dal mollare la presa: "C' è un documento a cui sta lavorando il C9 - il Consiglio dei nove cardinali, provenienti da ogni angolo del mondo, chiamati ad aiutare il Papa - ma di cui non esiste ancora traccia. Gli uomini nei posti chiave della curia sono rimasti quelli della vecchia guardia. Molti già si muovevano nei palazzi apostolici occupando ottime posizioni di potere, altri sono rientrati dopo anni di lontananza". La resistenza antiriformista, insomma, non avrebbe alcuna intenzione di mollare la presa. Infine, ancora, la sempreverde questione dello Ior: i conti di Eduardo de Filippo e di Madre Teresa di Calcutta, i presunti legami con la banda della Magliana e i narcos, l'antiriciclaggio e il fatto che lo Ior sia percepito come una banca off shore: questioni rimaste giornalisticamente aperte che l'inchiesta di Nuzzi tratta con esaustività. L'intero insieme di tutti questi fattori, in definitiva, starebbe risultando difficile da affrontare per Papa Francesco, il quale, nonostante un potere da monarca assoluto, sarebbe rimasto incastrato dentro logiche e dinamiche antiche. Nonostante Francesco, insomma, la Chiesa non riuscirebbe a trovare la strada per un'opera riformatrice definitiva.

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