Si torna a sparare a Rogoredo. Questa volta una vera sparatoria con un ferito in fin di vita, raggiunto da almeno due colpi sparati dalla polizia, dopo che lui per primo ha aperto il fuoco contro un'auto di servizio. L'uomo, un cinese con disturbi psicologici, lo ha fatto con una pistola che aveva appena strappato a una guardia giurata. Siamo nel quartiere milanese del boschetto della droga, lo stesso dove esattamente una settimana fa un agente ha sparato a un pusher, uccidendolo. Quest'ultimo - come ha messo a verbale l'assistente capo - gli aveva puntato contro un'arma (poi rivelatasi a salve).
I due luoghi distano meno di due chilometri e quello della sparatoria di ieri è poco distante dalla Ice Hockey Arena di Santa Giulia, che tra pochi giorni ospiterà le gare olimpiche. Intorno alle 14,30 è scattato l'allarme per un rapinatore armato in fuga. Poco prima in via Caviglia l'uomo, che poi sarà identificato come un cittadino cinese di 30 anni irregolare in Italia, W.L., aveva colpito alla testa con un bastone un vigilante e gli aveva preso l'arma d'ordinanza, una Walther P99 con dieci pallottole. È stata la guardia giurata, un italiano di 50 anni che stava andando al lavoro a piedi, a chiamare il 112. Dalla centrale operativa della Questura sono state inviate diverse Volanti che hanno perlustrato il quartiere alla ricerca del giovane con la pistola. Sul posto, come previsto dalle procedure in presenza di persone armate e pericolose, anche un fuoristrada blindato dall'Uopi, l'unità anti terrorismo e di primo intervento della polizia, specializzata proprio nell'affrontare conflitti a fuoco.
All'altezza di via Cassinis il Land Cruiser della polizia, con a bordo quattro agenti, ha intercettato il 30enne. Non appena lui ha visto la polizia arrivare, ha sparato contro l'auto alcuni colpi, sembra sei, e almeno tre hanno raggiunto la carrozzeria. La blindature ha protetto gli agenti, che sono rimasti illesi. La polizia ha risposto al fuoco e il rapinatore è stato colpito da almeno due proiettili. L'uomo è rimasto ferito in modo molto grave a un braccio e alla testa. È stato portato in codice rosso all'ospedale Niguarda, dove è ricoverato in prognosi riservata e in pericolo di vita. Il luogo del conflitto a fuoco è stato subito delimitato dalla polizia e il traffico è stato bloccato. La Scientifica ha svolto i rilievi e la Procura sta acquisendo tutti i video delle telecamere presenti nella zona e sentendo i testimoni. Gli accertamenti sono stati disposti dal pm Simona Ferraiuolo e dal procuratore capo Marcello Viola. «Io sto col poliziotto», scrive su X il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. L'agente che ha sparato al pusher lunedì scorso è indagato per omicidio volontario.
In serata è emerso che la moglie dell'uomo aveva lanciato dalla Cina un appello sui social per la sua scomparsa, per chiedere aiuto a chiunque potesse dare qualche informazione per ritrovarlo. «Per favore, aiutateci a riportarlo a casa», l'appello. «È salito su un taxi nella zona di via Donatello martedì scorso. Non aveva cellulare né contanti e da allora non abbiamo sue notizie. Attualmente soffre di gravi problemi psicologici - avverte la famiglia -. È il pilastro della nostra famiglia e ora è disperso. Siamo a casa, in preda all'ansia.
Senza di lui, non abbiamo più mezzi di sostentamento. Io resto a casa a occuparmi dei nostri due figli, di 4 anni e di 2. I bambini stringono ogni giorno la foto del papà, dicendo che gli manca, e io mi sento impotente».