Macomer, allarme sicurezza nel Cpr: risse, aggressioni e sequestri

La situazione è divenuta completamente ingestibile a neppure un mese dall'apertura del centro situato nella zona industriale di Macomer. Ritardi nei soccorsi, interventi sporadici: il personale sanitario minaccia di andarsene

Non è trascorso neppure un mese ancora dall'apertura del Centro per i rimpatri (Cpr) di Macomer, in provincia di Nuoro, che già arrivano le prime notizie circa una situazione quasi allo sbando e impossibile da gestire per il personale sanitario che opera al suo interno, a causa di gravi e non procrastinabili problemi di sicurezza.

Le risse, le aggressioni gli atti di vandalismo ed autolesionismo risultano all'ordine del giorno, e sono gli stessi infermieri a minacciare di abbandonare la struttura se non si verranno a creare rapidamente condizioni di lavoro accettabili con interventi a salvaguardia della propria incolumità.

Una delle soluzioni proposte dagli operatori sanitari è quella di poter disporre costantemente, specie nelle ore notturne e durante le visite di controllo e le medicazioni agli ospiti della struttura, del supporto preventivo da parte del personale addetto alla sicurezza. Al momento, stando a quanto riportato dalla stampa locale, gli interventi di questo tipo sarebbero limitati esclusivamente alle situazioni di emergenza già in corso, magari segnalate proprio dal personale sanitario che vi ha assistito personalmente. Tra la richiesta di intervento e l'arrivo sul posto preciso all'interno dell'area su cui si estende il Cpr passerebbe del tempo. Ritardo negli interventi ed incremento dei rischi per gli operatori, ecco uno dei motivi principali per cui questi ultimi chiedono a gran voce una presenza costante degli uomini preposti alla sicurezza.

Ed ecco uno dei motivi per i quali proprio lo stesso medico incaricato di gestire l'assisternza sanitaria agli ospiti della struttura avrebbe, secondo alcune voci di corridoio, già presentato le proprie dimissioni.

Tra gli esempi portati all'attenzione dell'opinione pubblica per spiegare la portata del problema, uno degli innumerevoli episodi verificatisi nel corso della sola notte tra gli scorsi martedì 11 e mercoledì 12 febbraio. Furioso, uno degli extracomunitari, avrebbe puntato direttamente verso l'infermeria, prendendo a calci e pugni la porta nel tentativo di buttarla giù e gridando insulti contro chi in quel momento si era barricato all'interno della stanza nel disperato tentativo di proteggersi. Nel comunicato inoltrato dagli operatori sanitari alla Ors, multinazionale svizzera risultata vincitrice nell'appalto per la gestione del Cpr di Macomer, si parla esplicitamente di un "collega tenuto in ostaggio" e di un'ora e mezza di attesa prima dell'arrivo dei soccorsi sul posto.

Una situazione intollerabile, resa ancor più drammatica dal moltiplicarsi di eventi di violenza. Nella stessa notte, come riportato nel registro che tiene nota degli interventi degli operatori sanitari, un magrebino è stato aggredito e pestato con un oggetto contundente, riportando lesioni al busto ed alla testa. Poco più tardi un secondo nordafricano sanguinante con profonde ferite alla testa ed al collo ha avuto addirittura necessità di esser trasferito per delle verifiche più approfondite all'ospedale di Nuoro.

Tutto in una sola notte, senza contare gli episodi di autolesionismo ed un tentativo di suicidio per impiccagione. Una situazione che sta diventando completamente fuori controllo per chi si trova ad operare nel Cpr di Macomer. Frattanto la Ors ha rilasciato un comunicato da parte del responsabile della comunicazione, che tuttavia non fa riferimento specifico alla situazione del centro in difficoltà. "Vari incidenti nel Cpr possono portare a situazioni eccezionali che richiedono misure speciali. Attualmente stiamo discutendo con la prefettura e le autorità locali per migliorare la situazione", conclude la nota come riportato da "La Nuova Sardegna".