Manduria, lavoratori in nero nelle masserie: denunciati due titolari

Sono state anche elevate sanzioni per 14mila euro. Nelle aziende rurali lavoravano in nero sia italiani che cittadini stranieri

Manduria, lavoratori in nero nelle masserie: denunciati due titolari

Sono stati denunciati in stato di libertà per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, i titolari di due masserie di Manduria, un Comune in provincia di Taranto. Ai due sono state anche elevate ammende per un totale di 14mila euro. Non avevano sottoscritto nessun contratto di lavoro a chi prestava manodopera presso le loro aziende.

Il tutto è venuto fuori in seguito ad alcuni controlli mirati effettuati in diverse masserie, presenti nella provincia tarantina, da parte degli agenti del commissariato di Manduria e della squadra mobile della questura di Taranto con la collaborazione del personale dell’ispettorato del lavoro e del sevizio veterinario della Asl.

In due di queste aziende rurali che si trovano sulla strada statale che collega Taranto a Lecce, è stata riscontrata la presenza di lavoratori italiani e stranieri che prestavano la loro opera senza un regolare contratto di lavoro e che, occasionalmente, al termine della giornata lavorativa, dormivano in alcuni locali attigui alle masserie e in pessime condizioni igienico sanitarie.

Tra questi c'è anche una donna di nazionalità albanese, che si occupava della mungitura degli animali, irregolare sul territorio nazionale. La donna è stata accompagnata all’ufficio immigrazione della questura per tutti gli accertamenti.

Non è il primo caso in Puglia. A settembre scorso, infatti, a Brindisi, una coppia è stata arrestata con l'accusa di intermediazione illecita e di sfruttamento del lavoro in concorso nei riguardi di un 20enne originario del Gambia ridotto in schiavitù nella masseria di cui la donna era titolare. Il giovane viveva, alle dipendenze della coppia, come pastore in una frazione di Tuturano, in contrada San Paolo. Il giovane uomo era costretto a vivere e a lavorare nel casolare in condizioni disumane.

Dormiva su un giaciglio e aveva una paga mensile di 650euro, pari a un euro e cinquanta centesimi all'ora. Lavorava in media tredici o quattordici ore al giorno, iniziava all'alba e non aveva diritto al riposo settimanale e alle ferie.

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