Cronache

Marocchino pesta donna incinta: ​"Non devi uscire senza permesso"

Un marocchino di 42 anni arrestato a Milano per violenza domenstica. Calci e pugni la moglie al sesto mese perché si era "permessa di uscire di casa" da sola

Marocchino pesta donna incinta: ​"Non devi uscire senza permesso"

Maltrattamenti e lesioni personali. Sono queste le accuse che pendono sul capo di un marocchino di 42 anni, arrestato dai carabinieri per aver picchiato la moglie incinta al sesto meso di gravidanza. L'uomo, secondo quanto ricostruito dai militari dell'Arma, l'avrebbe pestata all'interno della loro casa in viale Aretusa a Milano.

Sono le due di notte quando i carabinieri della compagnia Milano-Porta Magenta ricevono una chiamata dalla donna, una marocchina di 38 anni. Secondo quanto raccontato ai militari dalla vittima, l'uomo sarebbe tornato a casa ubriaco e avrebbe aggredito la donna perché si era permessa di uscire di casa nonostante lui l'avesse obbligata a rimanere a casa. Sopraffatto dall'alcol e dall'ira, l'uomo le punta un coltello alla gola poi la colpisce con calci e pugni al ventre tanto da mettere in pericolo la gravidanza. La donna fugge in bagno e chiama aiuto. All'arrivo dei carabinieri, l'uomo sta ancora sfogando la sua rabbia sulla donna inerme. Accompagnata all'ospedale San Carlo, i medici hanno accertato che il feto non avesse riportato traumi e danni.

Duro il commento di Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda. “Il gravissimo caso di violenza domestica- dice Grimoldi -: fa rabbrividire. Negli scorsi mesi ho depositato alla Camera dei Deputati una mia proposta di legge con la previsione della pena dell'ergastolo, senza alcuna possibilità di attenuanti o sconti di pena, nei casi dove la violenza, connotata da crudeltà e premeditazione, causa non solo la morte della vittima, ma anche gravi lesioni personali, come accade per chi stupra, sfregia con l’acido e brucia una donna". "Ma di fronte a questo gravissimo caso avvenuto a Milano - continua il deputato - mi domando se tra le fattispecie da inserire tra quelle punibili con l’ergastolo non debba esserci anche la segregazione in casa della donna e la violenza su una donna in gravidanza, con gravi rischi per il feto. Continuo a pensare che sia necessario punire questi violenti con il massimo della pena, gettandoli in una cella e buttando via le chiavi".

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