"Mascherine promesse al Lazio arrivate con 5 mesi di ritardo": 6 arresti a Taranto

Si è conclusa con 6 arresti l'inchiesta per 6milioni di mascherine per la Protezione civile, già pagate, ordinate a marzo 2020 e arrivate ad agosto

"Mascherine promesse al Lazio arrivate con 5 mesi di ritardo": 6 arresti a Taranto

A marzo 2020 la prima ondata di coronavirus ha messo in ginocchio l'Italia, che si è scoperta priva di dispositivi di protezione individuali. In quei giorni iniziò la corsa all'approviggionamento in un mercato dove ormai era stata fatta razzia. L'offerta era troppo inferiore alla domanda e i prezzi delle mascherine, ma anche dei camici e degli altri dpi aumentarono esponenzialmente. Molte Regioni non ricevettero nemmeno quanto richiesto per far fronte alle richieste degli ospedali, come accadde nel Lazio, dove 6milioni di mascherine ordinate a marzo, che sarebbero dovute arrivare in tre giorni alla Protezione civile, arrivarono ad agosto, dopo 5 mesi. È quanto emerso dall'indagine che ha portato a 6 ordinanze di arresto domiciliare a Taranto da parte della Guardia di finanza. Il gip del tribunale ionico ha disposto il sequestro a scopo preventivo di 4 milioni di euro.

La somma sequestrata viene considerata come il provente degli illeciti contestati nei confronti degli indagati. Per loro l'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata ai danni dello Stato, falso, vendita di prodotti industriali con segni mendaci, frodi nelle pubbliche forniture, riciclaggio e autoriciclaggio. Oltre alle mascherine, c'erano anche 2 milioni di camici e tute idrorepellenti, di cui sono stati consegnati solo 147.940 camici, con certificazione di conformità contraffatta, quindi potenzialmente non adatti allo scopo. Nell'ordinanza, il gip di Taranto ha ricostruito i fatti: "La Internazionale Biolife aveva proposto il 27 marzo 2020 all'Agenzia regionale della Protezione Civile della Regione Lazio una offerta per la vendita di 3 milioni di mascherine Ffp2 e 3 milioni di mascherine chirurgiche a tre strati per un ammontare complessivo di 10,8 milioni di euro, da consegnare dopo appena tre giorni il 30 marzo 2020 all'aeroporto di Fiumicino". Due giorni dopo, l'azienda ha proposto i camici e le tute per un totale di 14 milioni di euro. Per queste commesse, l'azienda ricevette un acconto di 4,8 milioni di euro e un altro di 2,1 milioni di euro.

Ma, come sottolinea il gip, "la Internazionale Biolife, quando aveva proposto la fornitura di mascherine e camici, non aveva ancora la disponibilità della merce e non aveva neanche contezza della tempistica necessaria per soddisfare le esigenze dell'Ente". La consegna è avvenuta solo molti mesi dopo, ad agosto, "ben oltre i termini contrattuali statuiti, approvvigionandosene in un periodo di maggiore facilità di reperimento". Il dubbio del gip è che anche il prezzo pattuito a marzo sia stato molto superiore rispetto a quello effettivamente pagato nei mesi successivi. Inoltre, in relazione a camici e tute, "alla Regione Lazio sono state consegnate solo 147.940 camici a fronte di un milione di camici promessi, ma soprattutto le indagini svolte dalla Gdf hanno consentito di accertare che quei camici consegnati erano accompagnati da certificazione di conformità palesemente contraffatta".

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