Milano, egiziano a processo per stalking condominiale

Un egiziano, arrestato a settembre, è finito a processo per aver stalkerizzato i residenti di un palazzo. Per l’uomo disposta la perizia psichiatrica

Milano, egiziano a processo per stalking condominiale

Un egiziano di 64 anni, arrestato lo scorso settembre, è finito a processo davanti al giudice Luigi Varanelli per aver stalkerizzato i residenti di un palazzo situato nella Chinatown di Milano.

Secondo l’accusa, infatti, l’uomo avrebbe reso la vita difficile a molte persone dello stabile arrivando a chiudere, per motivi ancora da capire, il rubinetto dell'acqua condominiale con un lucchetto. Stando all'imputazione, lo straniero avrebbe causato “gravi disturbi psichici” ad una coppia di vicini, dormendo e bivaccando sul ballatoio e sulle scale condominiali che conducono all'abitazione dei coniugi e bagnando la porta della loro casa con dell’acqua.

Contro gli sventurati vicini, inoltre, il 64enne avrebbe proferito espressioni minacciose, arrivando persino a pedinare la coppia provocando, così, in loro “un grave e perdurante stato di ansia e di paura”.

Come se non bastasse, nell'imputazione sono elencati anche altri atti persecutori ai danni dei condomini come l’aver tinteggiato, senza i permessi necessari, l'androne, il cancello d'ingresso, il locale contatori e il locale spazzatura e di avere eseguito lavori in spazi comuni senza autorizzazione e chiedendo, poi, il rimborso delle spese sostenute.

A quanto risulta, in passato l’egiziano era stato anche processato, e poi assolto, con l’accusa di maltrattamenti ai danni di una 76enne con la quale conviveva. Questo procedimento era partito da una segnalazione dei servizi sociali, perché l'uomo ostacolava l’entrata nella casa ai medici che dovevano curare la donna malata.

Ieri il giudice ha deciso di disporre per l'imputato una perizia psichiatrica.

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