Milano, tassista ucciso: 14 anni a Pietro Citterio e dieci mesi alla sorella

La Prima Corte d’assise di Milano ha condannato a 14 anni di reclusione Citterio imputato insieme alla sorella per l’omicidio di Luca Massari

Milano, tassista ucciso: 14 anni a Pietro Citterio e dieci mesi alla sorella

Quattordici anni a Pietro Citterio e dieci mesi alla sorella Stefania. Queste le condanne inflitte dalla prima corte d’assise ai due fratelli coinvolti nel pestaggio a morte del tassista Luca Massari, per il quale è già stato condannato in appello a 16 anni di reclusione con rito abbreviato il fidanzato della donna, Michael Morris Ciavarella.

Per i due fratelli i giudici hanno derubricato l’accusa di concorso morale e materiale in omicidio volontario aggravato dai futili motivi. A Pietro Citterio hanno, tuttavia, riconosciuto il concorso anomalo nel reato di omicidio, ritenendo in sostanza che non voleva arrivare alla morte del 45enne poi causata da Ciavarella. La sorella Stefania, invece, è stata condannata per minacce aggravate. "Sarebbe bello che ora Stefania portasse un fiore sulla tomba di Luca", ha dichiarato Francesca Zanardi, la mamma del tassista ammazzato, dopo la lettura del dispositivo. Massari è stato picchiato il 10ottobre 2010 in via Luca Ghini. Si era fermato a chiedere scusa, per averinvestito e ucciso il cocker di Sara Panebianco, la fidanzata di Pietro Citterio. Sentendo le urla, Stefania Citterio da casa è corsa in strada, urlando "Ti ammazzo" e cominciando a spintonarlo. Secondo quanto ricostruito dal pm Tiziana Siciliano sulla base delle testimonianze e della consulenzamedico legale, Massari è poi morto non per i calci e i pugni ricevuti dalfratello e dal fidanzato di Stefania Citterio, ma per una ginocchiata inpieno volto sferrata da Ciavarella che, dandogli una spinta finale, lo hafatto cadere all’indietro, facendogli urtare violentemente la testa sulmarciapiede. Massari non ha mai più ripreso i sensi. È morto in ospedale l’11 novembre successivo. Di qui l’accusa a Ciavarella prima e ai duefratelli poi di concorso morale e materiale in omicidio volontario con doloeventuale. Secondo il pm, non si può parlare di omicidio preterintenzionale perché i tre imputati, agendo con quella furia, hanno dimostrato di aver accettato il rischio di uccidere il tassista. Un’accusa che è stata confermata per Ciavarella prima dal giudice per l’udienza preliminare Stefania Donadeo poi dalla prima corte d’asisse d’appello presieduta dal giudice Maria Luisa Dameno davanti ai quali è stato giudicato con rito abbreviato, ottenendo lo sconto di un terzo della pena. Esclusa per lui solol’aggravante della crudeltà, inizialmente contestata dal pm. Diverse, invece, le conclusioni della prima corte d’assise presieduta da Anna Introinidavanti alla quale sono comparsi per il dibattimento i due fratelli.

Inattesa del deposito delle motivazioni tra 90 giorni, dal dispositivo sievince che i giudici hanno escluso il concorso pieno nel reato di omicidio volontario contestato al 27enne. Lo hanno condannato invece per concorso anomalo secondo l’articolo 116 del codice penale che prevede una pena più bassa per chi, accordandosi con un complice per commettere un reato, siritrova a partecipare inconsapevolmente a un reato più grave. L’esempio tipico è quello di una persona che si mette d’accordo con un complice percompiere una rapina e poi il complice tira fuori una pistola che non eraprevisto portasse con sè e uccide il rapinato. A Citterio sono stati dunque inflitti 14 anni per concorso anomalo in omicidio volontario, ma ancheper l’incendio della macchina di un testimone e per le lesioni lievi provocate con un bastone a un fotografo sorpreso a fare scatti dell’autoincendiata. Caduta invece del tutto l’accusa di concorso in omicidio per lasorella 29enne, a cui sono stati inflitti 10 mesi per minacce aggravate. A unterzo imputato accusato di favoreggiamento, Davide Lagreca, i giudici hanno inflitto 6 mesi con la sospensione condizionale. Riconosciuti infine 50mila euro di provvisionale ai famigliari di Luca Massari, per i quali ilrisarcimento dei danni subiti sarà stabilito in sede civile.

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