Il vescovo premiato da Bergoglio "I sovranisti non fanno il bene dell'Italia"

Monsignor Matteo Maria Zuppi diventerà cardinale in ottobre, ma intanto continua a tuonare contro i sovranisti della politica

Il vescovo premiato da Bergoglio "I sovranisti non fanno il bene dell'Italia"

Non è ancora cardinale, perché verra creato nel prossimo concistoro da Papa Francesco, ma mons. Matteo Maria Zuppi, titolare dell'arcidiocesi di Bologna, sta incidendo nel dibattito pubblico, continuando a dire la sua anche sulla situazione politica contemporanea. "In realtà - ha detto l'ecclesiastico italiano, intervenendo durante la scuola di formazione promossa da Mcl, cioè dal Movimento Cristiano Lavoratori, un'iniziativa che si sta svolgendo in questi giorni nelle Marche -i sovranisti sono degli indipendentisti che di certo non fanno bene al Paese”. Quello di monsignor Zuppi è un giudizio netto: l'indipendentismo è sempre negativo. Il tutto è stato riportato dalla Sir. Ma c'è stato spazio pure per ulteriori riflessioni, tramite cui, il quasi porporato, ha invitato l'Unione europea ad un cambio di passo rispetto alla burocratizzazione che sembra imperare: "Un’Europa di sola burocrazia non può funzionare. C’è bisogno di un indirizzo politico capace di guidare l’Europa verso il bene comune", ha specificato il consacrato nato a Roma, che Bergoglio ha scelto tra tanti altri possibili esponenti per entrare a far parte del collegio cardinalizio. Anche l'ex arcivescovo di Buenos Aires ha spesso criticato gli enti sovranazionali per l'eccessiva burocrazia.

Il 5 ottobre prossimo Zuppi riceverà la dignità cardinalizia. La scelta del vertice della Chiesa cattolica verrà ufficializzata quindi tra qualche settimana. Il fatto che Jorge Mario Bergoglio abbia elevato Zuppi a cardinale è stato salutato con grande entusiasmo anche dalla senatrice del Partito Democratico Monica Cirinnà e dal gesuita pro Lgbt James Martin. Pure perché in passato Zuppi ha aperto a una pastorale per le persone omosessuali. Lo stesso consacrato, nel corso di questi anni, si è anche contraddistinto per le sue posizioni favorevoli sull'accoglienza. Ma esistono anche altri aspetti essenziali per comprendere l'operato dell'arcivescovo. Uno su tutti, l'episodio in cui ha presentato un libro contenente i discorsi che Papa Francesco ha rivolto ai movimenti popolari all'interno del Tpo, che è un centro sociale bolognese. Il presule è insomma stato etichettato da alcuni commentatori come "prete di strada". Uno di quelli che non disdenga di declinare nella realtà quel progressismo cattolico che tanto viene osteggiato dal "fronte tradizionale". Uno degli obiettivi dei sovranisti, secondo l'uomo che sta per divenire cardinale, è quello di disgregare i "corpi intermedi", così come li ha definiti, stando alla fonte sopracitata, " Sovranismo e populismo riescono a creare un consenso immediato, ma sono i corpi intermedi che hanno la capacità di approfondire le sfide", ha chiosato l'alto prelato, parlando nel corso del seminario del Mcl.