La profuga ambientalista trovata morta in casa: si sospetta un omicidio

È stata trovata morta con diverse ferite Agitu Ideo Gudeta, la rifugiata etiope nota come "Regina delle capre": aveva denunciato episodi razzisti

È stata trovata morta in casa, nella sua abitazione incastonata nei boschi del Trentino, la sociologa e attivista ambientalista Agitu Ideo Gudeta. Era una rifugiata etiope che tra i monti italiani riuscì a costruirsi una seconda vita come allevatrice di bestiame. Produceva formaggio in una piccola attività montana ed era diventata uno dei simboli dell'integrazione nel nostro Paese dopo essere scappata dalla guerra. La sua vita sembrava aver avuto una svolta positiva ma alcuni anni fa la donna denunciò di aver ricevuto alcune minacce di morte.

Il caso ha destato particolare clamore per le circostanze. I carabinieri in questo momento non escludono alcuna pista, anche perché sul corpo della donna sono state trovate numerose ferite e resta pertanto in piedi anche l'ipotesi dell'omicidio. La residenza di Agitu Ideo Gudeta era il piccolo comune di Frassilongo ed è qui che aveva realizzato il suo piccolo allevamento di animali. I carabinieri stanno ultimando i rilievi sul luogo del ritrovamento del cadavere e stanno svolgendo alcuni sopralluoghi nelle vicinanze in cerca di eventuali tracce. La donna aveva 42 anni ed era ben voluta dalla comunità, nella quale si era perfettamente integrata. A trovarla in camera da letto è stata una persona che la avrebbe dovuta incontrare oggi nel pomeriggio e che, non vedendola arrivare, ha deciso di recarsi a casa sua per verirficare se fosse tutto in ordine.

Agitu Ideo Gudeta si trovava in Italia da 10 anni e aveva ottenuto lo status di rifugiata, anche per aver denunciato alcune pressioni e minacce da parte del governo etiope. Qui si era subito ambientata e aveva avviato la sua piccola attività e andava orgogliosa di essere conosciuta come "Regina delle capre". In Val dei Mocheni era molto conosciuta e i suoi formaggi erano piuttosto apprezzati in zona. Aveva fatto del biologico il suo vessillo e della sostenibilità il suo cavallo di battaglia. La qualità del suo lavoro era stata riconosciuta anche da Legambiente e sembrava aver trovato il suo piccolo angolo di tranquillità tra quei monti. Eppure, pochi anni fa le sono arrivate le minacce di morte. "In vent'anni nessuno si era accorto che era nera. 'Me ne ero dimenticata anch'io - mi ha detto - fino a oggi'", scriveva una sua amica su Twitter quando le arrivarono le prime minacce. Ora i carabinieri stanno indagando a tutto tondo in qualunque ambito e nei prossimi giorni si spera di avere risposte a una morte inspiegabile.

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Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mer, 30/12/2020 - 17:59

Poveretta. Riposi in pace.